{{IMG_SX}}Roma, 12 marzo 2008 - Un documentario per raccontare i crimini, commessi durante la Seconda guerra mondiale, dai soldati italiani inviati in Grecia e, in particolare, per ricostruire la storia dell'uccisione di 150 uomini nel villaggio di Domeniko, avvenuta il 16 febbraio 1943.

 

È questo il tema del film-documentario 'La guerra sporca di Mussolini', prodotto da Gioia Avvantaggiato, diretto da Giovanni Donfrancesco e presentato presso la Casa del cinema di Roma. Durante la colonizzazione della Grecia, racconta il film, le truppe italiane si resero protagoniste di uccisioni di massa, violenze e stupri, saccheggi nei confronti della popolazione. Nel documentario, attraverso le ricerche e l'impegno di Stathis Psomiadis (nipote di uno degli uomini uccisi), si ricostruisce la vicenda di Domeniko, un villaggio del quale vennero uccisi tuti gli uomini come rappresaglia contro i partigiani.

 

Grazie al contributo delle ricerche di Lidia Santarelli, storica e docente all'università di New York, il documentario affronta per la prima volta il tema dei crimini di guerra commessi dagli italiani, sfatando in parte il mito dell' 'armata sagapo', delle truppe di soldati poco inclini alle azioni eroiche e molto più alla conoscenza e alla seduzione delle donne locali, del soldato italiano sempre buono e caritatevole anche con le vittime dell'occupazione.

 

Il documentario, una coproduzione realizzata da svizzera, Grecia e Italia, verrà trasmesso il prossimo venerdì 14 marzo su 'The history channel' e, in futuro, su una delle reti Mediaset che ha partecipato alla realizzazione del progetto. Diversamente dai soldati tedeschi, per i quali si istruiscono ancora oggi processi, i militari italiani non sono mai stati sottoposti a inchieste o giudizi. Per questo, e poichè i crimini di guerra sono sempre perseguibili, il sostituto procuratore militare di Padova, Sergio Dini, (presente alla proiezione del film) ha presentato una denuncia formale alla procura militare di Roma, l'unica competente per tali reati commessi da italiani all'estero. Un altro tassello nella ricerca della verità e della giustizia portata avanti da Stathis Psomiadis che ha fatto ricorso alla giustizia greca e all'Alta corte europea per i diritti umani.