Roma, 28 aprile 2021 -  L'aula del Senato ha respinto tutte e tre le mozione di sfiducia al ministro della Salute, Roberto Speranza. Contrari tutti i gruppi di maggioranza, comprese Forza Italia e Lega, come hanno annunciato in aula. Un voto senza sorprese, ma non privo di frizioni. In particolare, la Lega ha riferito di aver presentato oggi, in alternativa alla sfiducia, una proposta di legge per istituire una commissione d'inchiesta sulla gestione della pandemia. A favore della sfiducia hanno votato i senatori di Fratelli d'Italia e, come hanno dichiarato in aula, alcuni del Misto che hanno deciso di sostenere quella mozione, avendo a loro volta presentato altre due mozioni di sfiducia al ministro. Oggi la 'chiama' dei senatori è stata fatta, su iniziativa della presidente Casellati, con un nuovo sistema elettronico che rileva in automatico la dichiarazione di voto.

Dal canto suo, Speranza ha difeso la sua azione di governo sottolineando come "dopo 7 governi" in cui il piano pandemico non era stato aggiornato, ora invece c'è. "In un grande Paese non si fa politica su una grande epidemia". E ricorda come l'Italia sia arrivata "impreparata al Covid perché per decenni è stata trascurata la sanità pubblica considerata come un costo».

Il voto sulle tre mozioni

Intorno alle 15, il primo 'verdetto': con 29 voti a favore, 221 contrari e tre astensioni, l'aula del Senato ha respinto la mozione di sfiducia al ministro della Salute, Roberto Speranza, proposta da Fratelli d'Italia. In Aula erano presenti al voto 255 senatori, a votare sono stati 253. Commenta il  ministro dell'Agricoltura Stefano Patuanelli: "Tutte le forze politiche di maggioranza hanno espresso piena fiducia al ministro Speranza. Fine del teatrino". E il il coordinatore di Articolo Uno Arturo Scotto twitta: "Bocciata la mozione di sfiducia a Speranza. Si chiude una campagna volgare e ingiusta nei confronti di un ministro che ha svolto con disciplina e onore la sua funzione. La Meloni ha avuto il suo quarto d'ora di celebrità. Ora torniamo alle cose serie. Battere il virus".

L'Aula del Senato ha bocciato anche la seconda mozione di sfiducia nei confronti del ministro Speranza a prima firma Paragone (ItalExit): i voti a favore sono stati 29, i contrari 206, gli astenuti 2 (presenti 239, hanno partecipato al voto in 237). Paragone commenta: "Chi salva Seranza ne risponderà davanti ai cittadini, ai ristoratori, al mondo delle imprese e dell'economia reale". E continua: "Speranza è colui che ha negato la trasparenza. In Italia abbiamo avuto il periodo di lockdown più lungo di tutti gli altri, ma nonostante ciò abbiamo avuto un numero di morti superiore".   Il Senato ha respinto con 204 voti contrari, 28 voti favorevoli e 2 astenuti anche la mozione di sfiducia presentata da Alternativa c'è di Mattia Crucioli. 

Fi-Lega: 49 assenti al voto

Come risulta dai tabulati delle votazioni al Senato, 253 parlamentari (sul totale di 321) hanno votato la mozione di sfiducia al ministro della Salute, Roberto Speranza, presentata da Fratelli d'Italia. Tutte le forze di maggioranza hanno votato contro, cioè Pd, M5s, Italia viva, Forza Italia, Lega, gruppo delle Autonomie e gran parte del Misto. Fra i 'no', anche quello del leader leghista Matteo Salvini. Guardando i numeri, spiccano le assenze.
In particolare, nella Lega non hanno votato 25 senatori di cui 11 in missione o congedo e 14 non partecipanti al voto (spesso pur essendo presenti in aula). Tra i forzisti, si contano 24 assenze cioè 6 senatori in missione o congedo e 18 che non hanno partecipato al voto. Favorevoli alla mozione, i 20 senatori di Fratelli d'Italia e i 9 del gruppo Misto tra cui i firmatari delle altre due mozioni di sfiducia proposte, Mattia Crucioli e Gianluigi Paragone. Tre gli astenuti: sono Carlo Doria della Lega e Silvana Giannuzzi ed Elio Lannutti, entrambi del Misto. Infine, presente in aula ma non votante il senatore Emanuele Dessì, ex M5s ora al Misto.

Il bollettino Covid del 28 aprile

Speranza: "Non si fa politica sulla pandemia"

Il titolare della Salute ha difeso la sua azione in un lungo intervento, sottolineando che il nemico da combattere "è il virus" e ricordandp come l'Italia sia arrivata "impreparata al Covid" e criticando "l'illusione che la sanità privata potesse sostituire progressivamente quella pubblica. E' vero il contrario". 

"Affronto questo dibattito e il voto finale - ha detto il ministro a inizio della sua relazione - con il rispetto che si deve a tutte le iniziative parlamentari e con la consapevolezza di aver ogni giorno servito il mio Paese con disciplina e onore in questi mesi terribili. Il 5 settembre 2019 ho giurato come ministro della Salute di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi. Ogni giorno ho tenuto fede a questo giuramento, facendo tutto quanto in mio potere per difendere la salute degli italiano. Questo è il faro che mi guida in ogni scelta e ogni azione". 
L'intervento è stato salutato da un lungo applauso, interpretato così in un tweet dal ministro per i Rapporti con il Parlamento e le Riforme Federico D'Incà: "è la migliore risposta a chi vuole utilizzare la pandemia per fini politici. Tutto il Governo ha sempre agito in scienza e coscienza. In questo momento per il Paese è necessario rimanere compatti".

In conclusione il concetto saliente: "Comprendo le ragioni della battaglia politica. Ma la politica non è un gioco d'azzardo sulla pelle dei cittadini. Anche a chi ogni giorno fa polemica continuo a rispondere: non dividiamo il Paese sulla pandemia. Perché sconfiggere il virus è ancora oggi il principale interesse dell'Italia e la premessa di ogni ripartenza economica e sociale. Rivendichiamo insieme il lavoro svolto dal Governo, gomito a gomito con le Regioni, molte delle quali governate attualmente anche dai sottoscrittori delle mozioni di sfiducia. Avrei potuto in questi mesi spesso scaricare sulle regioni responsabilità, e limiti che tanti hanno visto. Ma non lo ho mai fatto e non lo farò mai",ha evidenziato il ministro della Salute. "Ho sempre collaborato con tutti senza alcuna distinzione e con la massima disponibilità. Perché penso che in un grande Paese non si fa politica su una tremenda epidemia", ha rimarcato il ministro. 

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Meloni: gestione opaca

La leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni lancia il suo j'accuse sui social: "Bocciata la mozione di sfiducia presentata da Fratelli d'Italia al ministro Speranza. Tutti i partiti della maggioranza hanno deciso così di sostenere le scelte della gestione opaca e fallimentare della pandemia. Chissà se gli italiani la pensano allo stesso modo". 

La Russa all'attacco: si dimetta

"Lei ha mentito sapendo di mentire anche qua in Aula e dando dati falsi alla Oms - è l'attacco diretto a Speranza del senatore di Fdi, Ignazio La Russa - Non lo dico io, ma i pm di Bergamo. A lei contestiamo la menzogna per coprire le inefficienze del suo ministero. Io non voglio calcare la mano nei suoi confronti, lei è un capro espiatorio, è colpevole in quanto inadeguato, non in quanto politicamente in grado di decidere alcunché: il piano dei vaccini dov'è? Siamo più indietro di tutti gli altri Paesi europei. E il coprifuoco? È possibile dire che il virus è efficace di notte di ma non di giorno? Siamo arrivati al cabaret". E ancora, sempre rivolgendosi a Speranza: "Lei non rischia la poltrona, anche le forze di centrodestra che l'hanno criticata voteranno per lei", ha spiegato La Russa, prima di concludere: "Incassi al finta solidarietà della sua maggioranza ma domani faccia il bel gesto, il primo della sua carriera di ministro, si dimetta".

La posizione della Lega

"Diamo fiducia a Draghi perché siamo leali nei suoi confronti e verso la maggioranza che lo sostiene - dice Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega al Senato, annunciando il voto contrario alla mozione di sfiducia - sulla sua persona, ministro Speranza, c'è la nostra intenzione di volerla ascoltare ma dimostri che ascolta anche noi e nel tempo cominci a capire che bisogna cambiare". 

Matteo Salvini tira le fila, parlando con i giornalisti: "Noi proporremo un Disegno di legge per istituire una commissione di inchiesta parlamentare sul piano pandemico e sul comportamento del Ministero della Salute e del ministro Speranza. Conto che gli amici di FdI ci diano una mano. Questo vale dieci volte di più di una mozione".

Toninelli: teatrini di Lega e FdI

"Lega e Fratelli d'Italia stanno mettendo in atto un teatrino politico sulla pelle dei cittadini. Il centrodestra è totalmente spaccato. Dunque, alle amministrative vincerà la linea responsabile del governo sposata da Salvini o la linea folle di chi ancora pensa che il Covid-19 si possa prendere sottogamba, proposta dalla Meloni? D'altronde candidamente il capogruppo leghista al Senato, Massimiliamo Romeo, ha letteralmente richiamato all'ordine Giorgia Meloni denunciando che quella presentata contro Speranza era una mozione che metteva in difficoltà Lega e Forza Italia più che il ministro della Salute", ha detto il pentastellato Danilo Toninelli, rilevando che "la Lega sta da una parte e Fratelli d'Italia da un'altra: Salvini festeggia per cose che erano già previste, come la revisione del decreto riaperture a due settimane dall'approvazione, raccoglie goffamente delle firme contro il coprifuoco stabilito dal governo di cui fa parte, ma allo stesso tempo vota la fiducia al ministro della Salute, Roberto Speranza. E bacchetta la Meloni che invece sposa tutt'altra linea e Speranza lo vuole sfiduciare". "Un cittadino che va a votare, se vota il centrodestra, che cosa vota esattamente? Tutto e il contrario di tutto? O forse niente perché di fatto il centrodestra unito non esiste più", dice ancora il senatore M5s. 

Galli: sono disgustato

"Sono annoiato e anche abbastanza disgustato", rispetto alla richiesta di sfiducia al ministro della Salute Roberto Speranza, respinta oggi da Senato, dice Massimo Galli, responsabile di Malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano.  "L'argomento è assolutamente strumentale. Non è questo il momento in cui mettersi a pensare di cambiare ministro della Salute in una situazione in cui abbiamo bisogno di un'attività di Governo anche più incisiva di quanto abbiamo avuto fino adesso". 

I medici ospedalieri a fianco di Speranza

L'Anaao Assomed giudica "assolutamente inopportuna" la mozione di sfiducia al Ministro della salute Roberto Speranza presentata al Senato. "L'epidemia da Sars-CoV-2 che come operatori sanitari - commenta Carlo Palermo, Segretario Nazionale dell'associazione dei medici ospedalieri - abbiamo dovuto affrontare è stata qualcosa di inedito, di sconosciuto costringendoci a operare in una totale assenza di linee guida e buone pratiche. Anche la politica era impreparata e non aveva a disposizione un manuale d'uso che permettesse di affrontare il problema nel modo corretto. A nostro avviso il ministro Speranza ha gestito nel miglior modo possibile l'emergenza, con interventi che sono stati anche coraggiosi, come la decisione del primo lockdown, l'unica scelta possibile per evitare un vero e proprio disastro sanitario. I numeri - prosegue Palermo - hanno dato ragione a questa decisione, considerando che a luglio 2020 avevamo appena 50 ricoverati nelle terapie intensive". 
"Certo, sono stati commessi anche errori, ma riteniamo siano più ascrivibili a scelte della politica in generale, alla necessità di contenere il disastro sanitario da un lato e quello economico e sociale dall'altro. Queste scelte hanno portato purtroppo alla risalita dei contagi e alla seconda ondata in autunno. E speriamo di non pagare allo stesso modo, nella seconda metà di maggio, le scelte effettuate ora. Ma si tratta di scelte dell'Esecutivo, non imputabili al solo ministro della Salute". 

L'assenza (giustificata) di Sileri

Il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri non è in Aula al Senato perché questa mattina è nato suo figlio. Lo riferiscono fonti ministeriali, spiegando che l'assenza non è dovuta ad alcuna polemica.  Prima dell'avvio della seduta in Senato la presidente di turno Paola Taverna rivolge al sottosegretario, a nome suo personale e dell'Assemblea, gli auguri "per la nascita del piccolo Michelangelo".

Gasparri: non ha la mia fiducia

Il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri non ha rispettato la decisione di Forza Italia di votare contro la mozione di sfiducia a Peranza. "Io non intendo partecipare", ha detto, spiegando che la sfiducia personale è uno strumento discutibile, io non partecipo al voto. Draghi è una certezza, ma anche Speranza: al contrario, di incapacità e inadeguatezza. Se Draghi ha la mia fiducia, Speranza non può averla".