Matteo Salvini in una foto con Gianluca Savoini e Claudio D'Amico (Imagoeconomica)
Matteo Salvini in una foto con Gianluca Savoini e Claudio D'Amico (Imagoeconomica)

Genova, 16 luglio 2019 - "Fa parte del mio lavoro". Così Matteo Salvini ha risposto ai giornalisti che durante una conferenza in prefettura a Genova gli hanno chiesto se abbia o meno intenzione di riferire in Parlamento sul cosiddetto 'Russiagate'. "Vado in Aula tutte le settimane per il question time, a quello che mi chiedono rispondo", dice il premier finito nel mirino delle polemiche dopo che un'inchiesta giornalistica ha ipotizzato una trattativa tra emissari della Lega e uomini russi per una partita scontata di petrolio del valore di 65 milioni. Dai giornali, la palla è rimbalzata alla procura di Milano, che ha aperto un fascicolo sul ruolo di Gianluca Savoini, vicino ai leghisti e uomo-chiave dell'intera vicenda. Savoini, convocato dai pm ieri si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma i magistrati potrebbero presto sentire altre persone (tra cui l'avvocato Gianluca Meranda e il consigliere di Salvini Claudio D'Amico). In ogni caso il procuratore di Milano Francesco Greco assicura che "assolutamente" non c'è la necessità di ascoltare il segretario Matteo Salvini. 

Nelle ultime ore si è alzato il pressing delle opposizioni tanto quanto degli alleati di governo affiché Salvini risponda in Parlamento su Savoini. "Sono sicuro che ci andrà e così ci darà anche modo come maggioranza di difenderlo", è la posizione espressa questa mattina da Luigi Di Maio che, riferendosi al tavolo convocato dal leghista ieri con le parti sociali, non risparmia un attacco al collega. "Chi vuole incontrare i sindacati lo può fare, quello che però mi dà noia in questo momento, è che lo si faccia per sviare da una questione molto più grande che è quella di un vice primo ministro che secondo me deve andare a riferire in Parlamento sulla questione Russia". 

Anche da Giuseppe Conte ieri era arrivato un messaggio chiaro: "Salvini in parlamento? Perché no. Noi dobbiamo trasparenza ai cittadini", ha detto il premier, già irritato per la mossa del suo vice sulla manovra economica. E a rincarare la dose è il presidente della Camera Roberto Fico: "Giusto che spieghi". 

Oggi Salvini è costretto a chiarire: "Riferirò in Parlamento", dice. Poi, entrando del merito della vicenda, aggiunge: tra la Lega e i russi "ci sono legami culturali innegabili, rivendicati e legittimi di cui sono fiero sostenitore che nulla hanno a che fare con soldi, rubli e petrolio". In ogni caso "c'è un'inchiesta che va avanti da mesi, auguro buon lavoro, figurati se io vado a influire sulle inchieste". Su Savoini: "Lo conosco da 25 anni, dai tempi dell'università Statale di Milano. L'ho sempre ritenuto persona corretta e, fino a prova contraria, continuero' a ritenerlo persona corretta". 

Salvini però finora ha negato che il presidente dell'associazione Lombardia-Russia abbia fatto parte della sua delegazione ufficiale durante le visite a Mosca. 

SONO IO IL TERZO UOMO AL METROPOL - "Ho partecipato all'incontro all'hotel Metropol di Mosca il 18 ottobre 2018 in qualità di consulente esperto bancario che da anni collabora con l'avvocato Gianluca Meranda": è il messaggio Whatsapp fatto circolare tra alcuni giornalisti in cui Francesco Vannucci spiega di essere il 'nonno Francesco' di cui si si parla in un audio nelle mani della Procura di Milano che indaga sui presunti finanziamenti russi alla Lega. "Lo scopo dell'incontro", ha precisato, "era prettamente professionale e si è svolto nel rispetto dei canoni della deontologia commerciale. Non ci sono state situazioni diverse rispetto a quelle previste dalle normative che disciplinano i rapporti d'affari'. 

Fonti investigative non confermano né smentiscono che il 'nonno Francesco' dell'audio sia proprio Vannucci. "Non vi sono state situazioni di natura diversa rispetto a quelle tipiche previste dalle normative che disciplinano i rapporti d'affari - prosegue Vannucci - Sono profondamente dispiaciuto di essere indicato in modo a volte ironico, a volte opaco, con lo pseudonimo di 'nonno Francesco', così come sono profondamente rammaricato di dover con questa mia nota interrompere la privacy mia e della mia famiglia. Confido nella serietà della magistratura italiana - conclude - nel capire le chiare dinamiche di questa vicenda". Stando a quanto raccontato da Vannucci sarebbe lui una delle persone citate nell'audio pubblicato dal sito americano BuzzFeed e coinvolte nella riunione all'hotel Metropol di Mosca.