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10 feb 2022

Riforma del Csm, cosa prevede: il nodo 'porte girevoli'

Le norme al Consiglio dei ministri, in parlamento la prossima settimana. In ballo c’è anche il sistema di elezione

10 feb 2022
antonella coppari
Politica
La ministra della Giustizia, Marta Cartabia, 58 anni, già presidente della Consulta
La ministra della Giustizia, Marta Cartabia, 58 anni, già presidente della Consulta (Ansa)
La ministra della Giustizia, Marta Cartabia, 58 anni, già presidente della Consulta
La ministra della Giustizia, Marta Cartabia, 58 anni, già presidente della Consulta (Ansa)

Roma, 11 febbraio 2022 - Il consiglio dei ministri apre oggi i battenti di buon mattino: alle nove e mezza. Ieri all’imbrunire i responsabili giustizia dei vari partiti non avevano ancora ricevuto un testo, e ciò ha scatenato una notevole fibrillazione nella maggioranza. "Se pensano di notificarci le loro scelte, facciano pure. Il nostro voto non è scontato", riassumeva umori abbastanza diffusi Enrico Costa (Azione). Si parla naturalmente della riforma del Csm, non più rinviabile dopo la bacchettata del capo dello Stato nel messaggio alle Camere il giorno del giuramento. Nella commissione Giustizia di Montecitorio, il voto sugli emendamenti comincia mercoledì: tecnicamente il governo avrebbe ancora qualche giorno di tempo, politicamente no. Il giorno dei 70 processi. "Sette minuti a udienza" È voce diffusa che la latitanza del testo sia intenzionale: sarebbe lo stesso Draghi a voler affrontare il dibattito senza clamore mediatico precedente. Ragion per cui, le modifiche della ministra Cartabia alla riforma Bonafede, che giace alla Camera dal 2020, sono finite sul tavolo del preconsiglio a notte. Ieri alle forze di maggioranza sono state date ampie rassicurazioni su uno dei nodi più complicati da sciogliere: quello dello stop alle "porte girevoli", ovvero il divieto per un magistrato di scendere in politica e poi rimettersi la toga. A meno di ripensamenti, si ritorna alla formulazione integrale della Bonafede. La tagliola varrà non solo per chi viene eletto, pure per chi ha incarichi di governo: non potrà tornare alle sue funzioni, potrà essere destinato nei ministeri. Mentre le toghe ‘prestate’ alla politica nei dicasteri – per esempio nel ruolo di capo gabinetto, potrebbe rientrare ma con dei ‘paletti’. Nella speranza di sanare la frattura nella maggioranza. Grande scontento dentro M5s e Lega aveva suscitato la scoperta che il blocco previsto dalla guardasigilli avrebbe riguardato solo i magistrati che si candidano e, ancor ...

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