Luigi Di Maio e Riccardo Fraccaro (Imagoeconomica)
Luigi Di Maio e Riccardo Fraccaro (Imagoeconomica)

Roma, 9 marzo 2018 - "Il presidente Mattarella ha lanciato un appello alla responsabilità da condividere in pieno. Noi siamo pronti a fare la nostra parte e lo abbiamo detto fin dalla notte del voto". Riccardo Fraccaro, braccio destro di Luigi Di Maio, salito al Colle col candidato premier 5 Stelle per la festa della donna, è giovane ma ha già l’aplomb e le parole di chi sa che sta seguendo un dossier delicato: non a caso il numero uno del Movimento lo ha indicato come ministro dei Rapporti con il Parlamento e in queste ore lo ha accanto nei colloqui e sondaggi riservati che sta svolgendo.

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Dunque, l’avviso del presidente la trova d’accordo: ma quale conseguenza implica per voi?

"Condivido la necessità di anteporre gli interessi generali alle dinamiche tra partiti. Il M5S è pronto ad assumere quel ruolo di forza di governo che è emerso dalle elezioni. Siamo la prima lista per consensi e l’unica che per distribuzione di voti rappresenta la nazione nel suo insieme".

Pronti a responsabilità di governo: ma in che termini?

"Ci siamo rivolti a tutte le forze politiche per affrontare le emergenze del Paese: ora sta a loro rispondere a questa importante apertura che dimostra il nostro senso di responsabilità".

Il Pd si dichiara, al momento, indisponibile ad appoggiare un governo 5 Stelle. Il centrodestra rivendica l’incarico per Salvini. Quale metodo seguirete per cercare di realizzare la vostra proposta di governo?

"Dal voto del 4 marzo è emerso un dato lampante: le coalizioni non hanno i numeri per governare. Il centrosinistra non è mai stato in partita e il centrodestra non può mettere insieme una maggioranza. Noi abbiamo vinto le elezioni con un risultato straordinario. Il confronto deve necessariamente basarsi sui temi: sburocratizzazione, sicurezza, reddito di cittadinanza, immigrazione e fiscalità sono solo alcune delle priorità da affrontare".

Si deve partire dai programmi, ma prima come intendete muovervi per le presidenze delle Camere?

"L’elezione dei presidenti di Camera e Senato si inserisce nel confronto tra forze politiche che abbiamo invocato. Siamo il primo gruppo in entrambi i rami dell’Aula. Riteniamo indispensabile da parte del Parlamento individuare figure garanti di alto profilo e super partes, che possano rappresentare tutti gli italiani".

Lei è stato indicato da Di Maio come ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta. Quali le sue priorità?

"Ho accettato la candidatura con entusiasmo e grande consapevolezza delle sfide che avrei di fronte. Negli ultimi anni ho seguito assiduamente i temi dell’autonomia, verificando da vicino le esperienze di autogoverno del Trentino-Alto Adige dove risiedo. La democrazia diretta è il principio ispiratore di tutta la mia attività politica".

Lungo quali vie, eventualmente, intenderà muoversi?

"Credo che il Parlamento debba conquistare una rinnovata centralità. Si dovrà rafforzare la leale collaborazione tra Stato e Regioni e diffondere il decentramento amministrativo, consentendo ai territori di gestire più direttamente le risorse. Sarà indispensabile introdurre strumenti di democrazia diretta per consentire ai cittadini di partecipare, in modo da responsabilizzarli e permettere loro di esercitare più controllo sul perseguimento degli interessi pubblici".