Il leader del Movimento Cinque Stelle Luigi Di Maio lascia il Pirellone (Ansa)

Milano, 13 maggio 2018 - La trattativa per il futuro governo gialloverde sembra in dirittura di arrivo: mentre i lavori del tavolo Lega-M5s per definire il contratto di governo riprenderanno domani a Roma alle 14.30 presso gli uffici del gruppo Lega alla Camera, i leader Salvini e Di Maio si sono riuniti di nuovo a Milano in zona Centrale, nello studio di un commercialista. Sul tavolo la scelta del premier del futuro governo. "Si lavora su tutto, sabato domenica, giorno e notte, e poi vediamo di arrivarne a una", ha detto Salvini al termine dell'incontro. Quindi la telefonata a Mattarella, in cui i due leader si sono detti pronti a riferire al Colle già da domani e non hanno chiesto ulteriore tempo.  "Sempre politico, mai tecnico", ha risposto Di Maio ai cronisti che gli chiedevano se il nome che M5s e Lega intendono fare al presidente sia quello di un politico o di un tecnico.  Nome che non sarebbe stato fatto nella chiamata al Quirinale di questa sera. 

IL PROGRAMMA - Quel che è certo, al momento, è che la prima bozza del programma comune di almeno 19 punti intanto è stata stilata. "Non ci sono punti dove non c'è accordo, ci sono temi su cui si discute che interessano i cittadini. Oggi abbiamo parlato di lavoro, superamento della Fornero, della misura 'quota 100' per le pensioni, delle categorie professionali usuranti, abbiamo fissato dei punti", ha detto uscendo dal Pirellone, doveva si teneva il tavolo, la deputata M5S Laura Castelli spiegando che sulla legge Fornero è stata "assolutamente trovata un'intesa", sul tema "abbiamo chiuso". Anche il reddito di cittadinanza del M5S "è nel programma", ha aggiunto la Castelli.  

DI MAIO OTTIMISTA - Lasciando il grattacielo all'ora di pranzo, Di Maio ha detto: "Tutto procede per il meglio, al tavolo c'è un ottimo clima. Per la prima volta si sta facendo una trattativa sui temi, stiamo affrontando temi molto importanti, si sta facendo la storia". Rispondendo a una domanda sulla possibilità che già oggi si sappia chi potrebbe essere il premier da proporre a Mattarella, ha risposto: "Non abbiamo parlato di nomi, speriamo di chiudere il prima possibile".

image

"Ovviamente - ha sottolineato - si sta scrivendo la storia quindi serve un po' di tempo... Speriamo di chiudere il prima possibile come vi avrà detto Matteo Salvini, ma dei nomi non abbiamo ovviamente parlato perché l'obiettivo è definire prima il cosa e poi chi". "Al tavolo - ha osservato il leader stellato - si stanno affrontando temi importantissimi che rappresentano tutte le esigenze degli italiani". Alla domanda se avrebbe fatto ritorno al Pirellone, Di Maio ha risposto: "No, non torniamo". 

image

IL CONFRONTO CON IL GOVERNO RENZI - Intanto spunta un calcolo che rischia di rovinare l'ottimismo ai due leader quasi-vincitori: ironia della sorte, un eventuale governo M5s-Lega avrebbe 2 voti in meno di quelli che aveva l'acerrimo 'nemico' Matteo Renzi. Le truppe pentastellate e leghiste al Senato possono infatti contare su 167 voti a favore, mentre l'esecutivo guidato dall'allora segretario del Pd incassò a palazzo Madama la prima fiducia con 169 sì (stessa cifra poi ottenuta dal successivo governo Gentiloni). 
L'esecutivo giallo-verde avrebbe una maggioranza schiacciante alla Camera, con 346 voti (222 deputati M5s e 124 leghisti). Quindi, 30 voti di scarto rispetto alla maggioranza assoluta di 316. Meno tranquilla è invece la situazione al Senato, dove l'esecutivo a cui stanno lavorando Di Maio e Salvini avrebbe sì la maggioranza assoluta di 161 voti, ma con una forbice molto ristretta, solo 7 voti, che potrebbe riservare spiacevoli sorprese qualora i gruppi parlamentari non si dovessero presentare compatti al momento delle votazioni.

image