Se tutto fila liscio – e il se è grande come Palazzo Chigi – i partiti della nuova maggioranza allargata al Centro democratico sono pronti all’ultimo sforzo per battezzare il nuovo governo Conte: nel caso, con il premier fortemente ridimensionato e il dem Andrea Orlando nelle vesti di vice con delega al Recovery Plan. Il totoministri – oggi un gioco, vista la fragilità del quadro – ha una sola certezza: andranno cambiate molte facce, ma meno possibile nei ministeri-chiave (come chiede il Quirinale). L’esigenza politica si sposa...

Se tutto fila liscio – e il se è grande come Palazzo Chigi – i partiti della nuova maggioranza allargata al Centro democratico sono pronti all’ultimo sforzo per battezzare il nuovo governo Conte: nel caso, con il premier fortemente ridimensionato e il dem Andrea Orlando nelle vesti di vice con delega al Recovery Plan. Il totoministri – oggi un gioco, vista la fragilità del quadro – ha una sola certezza: andranno cambiate molte facce, ma meno possibile nei ministeri-chiave (come chiede il Quirinale).

L’esigenza politica si sposa alla narrazione mediatica. Per dare all’Europa e alla cittadinanza la conferma che il cambio di esecutivo fosse davvero necessario, occorre rimescolare nomi, carte, aspirazioni, ambizioni. Un vortice. Un gioco di veti e di incastri dove basta spostare una tessera per far ripartire il gioco.

Che Confindustria abbia speso il suo marchio per chiedere la conferma di Roberto Gualtieri all’Economia dà l’idea di quanto la poltrona traballi. Nicola Zingaretti sa che Gualtieri è inviso a mezzo Pd; sa anche però che a Bruxelles il ministro uscente gode di stima e relazioni. Matteo Renzi lo vorrebbe fuori da via 20 Settembre. Zingaretti potrebbe avallare il colpo di scena solo se arrivasse un tecnico d’élite come Fabio Panetta, membro italiano nel board Bce.

Tra i tecnici, alla Giustizia potrebbe tornare la garantista Paola Severino. Plausibile anche una chiamata di Marta Cartabia se tramontasse il governo istituzionale. Più difficile la strada per Sabino Cassese. La suggestione di giornata è il procuratore di Milano Francesco Greco. Il pentastellato Riccardo Fraccaro, già sottosegretario a Palazzo Chigi, è dato tra i candidati all’Innovazione. In cambio del sacrificio di Bonafede alla Giustizia, M5s potrebbe chiedere il Sud per Giancarlo Cancelleri. Ai Trasporti avvicendamento dem tra Paola De Micheli e Graziano Delrio, anche se i 5 Stelle sponsorizzano Stefano Buffagni. Maria Elena Boschi (Iv) ambisce alle Infrastrutture o in alternativa alla Difesa, che Lorenzo Guerini (Pd) potrebbe lasciare per l’Interno.

Maria Elena Boschi (Ansa)

Luigi Di Maio (M5s) punta a mantenere gli Esteri, mentre Stefano Patuanelli chiede di restare allo Sviluppo. LeU pretende la conferma di Roberto Speranza alla Sanità. Probabile il bis del dem Francesco Boccia agli Affari regionali. Bruno Tabacci (Cd) punta alla Famiglia. Almeno una tra le pentastellate Lucia Azzolina (Istruzione) e Nunzia Catalfo (Lavoro) sarà giubilata. La caduta di Catalfo scatenerebbe un effetto valanga: a quel punto salterebbero anche il presidente dell’Inps Pasquale Tridico e quello dell’Anpal Domenico Parisi (vedi alla voce Navigator). Anche se tutto può cambiare, perché la navigazione è a vista.