Marco Rizzo, 61 anni
Marco Rizzo, 61 anni
"Vorrei che ci fosse un dibattito tra i candidati alle suppletive. Il confronto è il sale della politica, mi piacerebbe dialogare con Marrocchesi Marzi, candidato del centrodestra, e soprattutto, con Enrico Letta. Mi metterei il tovagliolo, pronto a mangiarlo su qualsiasi tema. Gli direi, “Enrico non stare sereno perché è arrivato Rizzo“". Mancava solo Marco Rizzo, l’ultimo comunista del pianeta, ora che perfino Xi Jinping è pronto a sedersi al tavolo con gli altri potenti, a mettere più pepe alla campagna elettorale per le suppletive del collegio senese alla Camera. In palio c’è un posto da deputato che durerà un anno e mezzo al massimo, non sufficiente nemmeno per il vitalizio. Ma quello scranno si intreccia con così tanti temi, dalla trattativa sul Monte dei...

"Vorrei che ci fosse un dibattito tra i candidati alle suppletive. Il confronto è il sale della politica, mi piacerebbe dialogare con Marrocchesi Marzi, candidato del centrodestra, e soprattutto, con Enrico Letta. Mi metterei il tovagliolo, pronto a mangiarlo su qualsiasi tema. Gli direi, “Enrico non stare sereno perché è arrivato Rizzo“". Mancava solo Marco Rizzo, l’ultimo comunista del pianeta, ora che perfino Xi Jinping è pronto a sedersi al tavolo con gli altri potenti, a mettere più pepe alla campagna elettorale per le suppletive del collegio senese alla Camera. In palio c’è un posto da deputato che durerà un anno e mezzo al massimo, non sufficiente nemmeno per il vitalizio. Ma quello scranno si intreccia con così tanti temi, dalla trattativa sul Monte dei Paschi con Unicredit e ministero, alla corsa di Enrico Letta, segretario del Pd per tornare in Parlamento al posto di Pier Carlo Padoan, che per chi considera la politica "una cosa che va fatta sempre", diventa una specie di Palazzo d’Inverno.

Marco Rizzo non ha resistito alle tentazioni senesi e ieri ha presentato la sua candidatura a Palazzo Patrizi, assieme ai vertici senesi del Partito Comunista. "Il Pd ha sempre usato le elezioni nelle regioni rosse – afferma mentre sta tornando a Torino, dopo la presentazione – chiedendo voti per impedire che governassero le destre. Ma che vinca Letta o Marrocchesi Marzi a Siena, per il governo non cambierà nulla. In Parlamento voteranno allo stesso modo, se un elettore cerca una politica contro, deve votare per forza me".

L’ultimo comunista non può non volere che il Monte dei Paschi resti di proprietà pubblica, che dia credito a famiglie e piccole imprese, una sorta di grande credito cooperativo. "Intesa Sanpaolo ha già raggiunto il massimo – dice il candidato Rizzo, che dichiara di aver studiato a fondo il problema Mps – e Unicredit prima si prenderà il Monte e poi vorrà anche Generali. Oggi le 14 banche più grandi coprono il 75% del fatturato in Italia, prima c’erano centinaia di banche che spingevano le piccole imprese e le famiglie con prestiti e mutui. In banca oggi devono vendere prodotti finanziari, perché la previdenza e la sanità sono privatizzate. La Fabi, il sindacato più forte dei bancari, ha chiesto una commissione parlamentare che indaghi sulle pressioni ai dipendenti per vendere questi prodotti".

Il fatto che Letta si presenti senza simbolo Pd sulla scheda, per uno che ostenta falce e martello ovunque, "è una cosa che grida vendetta. O Letta si vergogna o ha paura per quello che il Pd ha combinato sul Monte". E siccome anche Matteo Salvini è legato a Siena, avendola scelta come suo altare politico pochi giorni dopo l’ascesa al ministero dell’Interno, festeggiata al Palio assieme alla vittoria del sindaco Luigi De Mossi, Marco Rizzo mette Lega e Pd nello stesso calderone. "Salvini dica al sindaco di evitare inciuci con il Pd. Si vocifera di uno scambio di favori, voti per Letta alla Camera in cambio di una candidatura piatta del Pd nelle prossime elezioni per il sindaco di Siena". Ci saranno solo nel 2023, l’inciucio dovrebbe reggere a lungo.

L’ultimo comunista considera il governo Conte "una sciagura che ci ha fatto perdere 165 miliardi e 1 milione di posti di lavoro". E il governo Draghi come "la prova migliore che la finanza comanda la politica, anche grazie a un’opposizione inesistente. Di Salvini ho già detto, della Meloni ricordo solo che i parlamentari Fd’I si sono astenuti sul Milleproroghe “per la grande stima verso Draghi“". Più complicato conciliare essere comunista e contro il Green pass. "Io sono comunista anche quando non è di moda e non è remunerativo – conclude Marco Rizzo –. Il Green pass è l’alibi del governo che non vuole prendersi la responsabilità politica dell’obbligo vaccinale. E salvare lo Stato e le aziende farmaceutiche dai ricorsi per gli effetti collaterali dei vaccini".