Torino, maggio 2019 – Non solo elezioni europee. Domenica 26 maggio si vota anche le Regionali in Piemonte. La sfida è tra quattro candidati e il tema centrale è la Tav, una delle questioni più delicate che il governo dovrà affrontare prossimamente. 

I candidati in Piemonte 

Il governatore uscente Sergio Chiamparino, 71 anni, è il candidato del centrosinistra e tenta di fare il bis puntando tutto sulla bandiera pro-Tav. Eletto presidente della Regione nel 2014 è stato anche sindaco di Torino per dieci anni. Ex ricercatore universitario, già segretario regionale della Cgil, è stato anche presidente dell'Anci, l'associazione nazionale dei comuni italiani. E' sostenuto dal Pd, Liberi e uguali, la formazione di Federico Pizzarotti Italia in comune, +Europa, Sì Tav, Democrazia solidale, Verdi e altre liste pro Chiamparino.

La coalizione di centrodestra schiera Alberto Cirio, torinese di 47 anni, ed eurodeputato di Forza Italia, ma con un passato da consigliere comunale della Lega negli anni Novanta. Laureato in Giurisprudenza, è stato consigliere regionale del Piemonte dal 2010 al 2014 e già assessore della Regione quando presidente era il leghista Roberto Cota. E' sostenuto da Forza Italia, Lega, Fratelli d'Italia, Udc-Ppe, Sì Tav per il Piemonte.

ll candidato dei 5 Stelle è Giorgio Bertola, 49 anni, ex impiegato commerciale. Prima assistente del consigliere regionale M5s Davide Bono (già candidato governatore nella scorsa tornata elettorale) e poi consigliere regionale, è stato designato candidato governatore della Regione Piemonte dal voto online degli iscritti 5 Stelle con 1.500 preferenze. Bertola è l'unico candidato No-Tav della competizione.

Valter Boero, 65 anni, è candidato con il Popolo della famiglia, il movimento di Mario Adinolfi. Professore di scienze agrarie, già consigliere comunale dell’Udc e portavoce del Movimento pro Vita in Piemonte.

Come si vota e quando si sapranno i risultati

Domenica 26 maggio si vota quindi per eleggere il Presidente della Giunta regionale e il Consiglio regionale della Regione Piemonte. I seggi sono aperti dalle 7 alle 23. Per votare servono un documento d'identità valido e la tessera elettorale. Alle 23 arriveranno i primi exit poll di Noto Sondaggi, alle 23.40 il secondo exit poll di Noto sondaggi, ma lo spoglio inizierà il giorno dopo, 27 maggio e alle 15 ci saranno le prime proiezioni. A vincere le elezioni sarà il candidato che prenderà più voti visto che non è previsto il ballottaggio. In pratica, il candidato che conquisterà anche solo un voto in più rispetto agli sfidanti sarà eletto governatore della Regione. E' previsto il voto disgiunto: si potrà, quindi, votare una lista e un candidato presidente non collegato alla lista scelta. Si può dare un solo voto di preferenza a un candidato della lista prescelta. La soglia di sbarramento è al 3 per cento.

Sistema elettorale 

Il sistema di voto in Piemonte è in parte proporzionale (40 seggi su base provinciale) e in parte maggioritario (10 seggi saranno assegnati al listino del candidato vincitore: si tratta, di una specie di premio di maggioranza).

La posta in gioco

Le elezioni piemontesi non hanno un valore solo locale. In ballo c'è la Tav Torino-Lione, tema che è al centro del dibattito ed è molto divisivo nel governo giallo-verde. Ma non solo. La vittoria in Piemonte potrebbe essere molto importante per Matteo Salvini visto che lo porterebbe a rafforzare l'asse del Nord e a puntare al colpaccio nei prossimi mesi: la conquista dell'Emilia Romagna, regione-baluardo del centrosinistra. Per il Pd, invece, il mantenimento della Regione potrebbe essere letto come un rilancio e, soprattutto, come un test positivo per la segreteria Zingaretti in cerca di conferme. Per entrambi gli schieramenti, poi, queste elezioni regionali saranno anche un test per future alleanze e coalizioni. Il Movimento 5 Stelle che, in questa partita, è l'unico ad avere una posizione anti-Tav, sembra essere sfavorito, tant'è che alcune indiscrezioni di stampa hanno adombrato la possibilità che una parte dei pentastellati possa tentare di aiutare Chiamparino con il voto disgiunto e poi andare a trattare quando il neogovernatore dovrà cercare di dare una maggioranza alla Regione. Fantapolitica? I risultati del 26 maggio daranno risposte più chiare.