Quotidiano Nazionale logo
quotidiano nazionale
16 lug 2022

Crisi di governo, muro contro muro. Il voto sembra più vicino, ma uno spiraglio resta

L’irrigidimento del centrodestra fa crescere l’ipotesi di elezioni in autunno. Se Draghi confermasse le dimissioni, il Colle scioglierebbe subito le Camere

16 lug 2022
ettore colombo
Politica
featured image
Mario Draghi (Ansa)
featured image
Mario Draghi (Ansa)

Roma, 16 luglio 2022 - Il primo dei cinque giorni che portano al momento decisivo, cioè alle comunicazioni che il premier terrà mercoledì prossimo alle Camere, inizia male e finisce peggio. Le dimissioni, stavolta irrevocabili, di Mario Draghi diventano più probabili, e di molto. Lega e Forza Italia iniziano la giornata marciando uniti: no a un governo con i 5 Stelle e soprattutto "pronti al voto". I centristi, da Italia viva ad Azione, dicono no al governo con i grillini, sì a un Draghi-bis, ma no al voto. Solo il Pd tiene botta sulla linea del Colle, ma si fanno sempre più insistenti le voci di chi (Stefano Bonaccini, Matteo Ricci, che paragona il M5s di Conte ai "gilet gialli") vuole rompere l’alleanza in vista delle prossime Politiche con il partito che ha provocato il terremoto. Lo stesso Letta confida ai suoi: "Non potremo far finta di niente". Confindustria, l'analisi sull'Italia fra crisi e inflazione record. "Scenario molto incerto" Poi il Pd attacca Lega e Forza Italia perché giocano di sponda con Fratelli d’Italia, che il voto lo chiede a gran voce e che con Meloni esulta: "Dubito che la crisi rientrerà". Persino uno ottimista di natura, Bruno Tabacci, vicino a Draghi, dalla tribuna del congresso del Psi, dice: "Se queste sono le premesse, la legislatura si chiude". Anche Di Maio, che continua a chiedere di andare avanti con Draghi, alza le braccia: "Se Conte ritira i ministri, è la fine del governo". Il centrodestra di governo. Salvini e Berlusconi, veto sui 5S. Ma una parte tifa Draghi Ecco, i 5 Stelle. Tra una riunione e l’altra del Consiglio nazionale, si scopre che Conte avrebbe chiesto ai tre ministri pentastellati di dimettersi dal governo, salvo poi smentire. E i tre – D’Incà, Patuanelli e Dadone – avrebbero risposto picche, ma per ...

© Riproduzione riservata

Stai leggendo un articolo Premium.

Sei già abbonato a Quotidiano Nazionale, Il Resto del Carlino, Il Giorno, La Nazione o Il Telegrafo?

Subito nel tuo abbonamento:

Tutti i contenuti Premium di Quotidiano Nazionale oltre a quelli de Il Giorno, il Resto del Carlino, La Nazione e Il TelegrafoNessuna pubblicità sugli articoli PremiumLa Newsletter settimanale del DirettoreAccesso riservato a eventi esclusivi
Scopri gli altri abbonamenti online e l'edizione digitale.Vai all'offerta

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?