Emergenza Coronavirus, controlli degli spostamenti (Ansa)
Emergenza Coronavirus, controlli degli spostamenti (Ansa)

Roma, 24 marzo 2020 - È durata due ore e mezza a Palazzo Chigi la riunione del Consiglio dei ministri che ha messo a punto il decreto con misure urgenti contro il Coronavirus. La principale novità è  l'inasprimento delle sanzioni per i 'furbetti' che sgarrano: fino a 3mila euro. 
Il provvedimento, spiegano più fonti di governo, serve a uniformare il quadro normativo delle disposizioni finora adottate per frenare l'emergenza, aggiornando e sostituendo il primo decreto di fine febbraio, varato per istituire le prime zone rosse.

La conferenza stampa di Conte

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Inasprimento delle sanzioni

Alla luce delle tante denunce di questi giorni sulla violazione delle regole da parte di numerosi cittadini, Palazzo Chigi, come si legge nella bozza del nuovo decreto legge in discussione al Consiglio dei Ministri, ha deciso di inasprire le sanzioni con il "pagamento di una somma da euro 500 a euro 3.000". Le multe per chi non rispetta le misure di prevenzione sono ridotte rispetto alla prima versione circolata stamani: nella bozza precedente le sanzioni andavano da un minimo di 500 euro a un massimo di 4 mila

Se necessario poi il "prefetto assicura l'esecuzione delle misure avvalendosi delle Forze di polizia e, ove occorra, delle Forze armate, sentiti i competenti comandi territoriali. Al personale delle Forze armate impiegato, previo provvedimento del prefetto competente, per assicurare l'esecuzione delle misure di contenimento".

Chiusure di locali fino al 31 luglio?

Su questo punto il premier Conte chiarisce: "Ancora una volta assisto a una indebita diffusione di una bozza, una versione già superata, non tenete affatto conto della bozza pubblicata. Si è creata discussione e dibattito sulla durata, si è parlato di una proroga al 31 luglio. Nulla di vero, assolutamente no, quando abbiamo adottato il primo provvedimento abbiamo deliberato lo stato di emergenza nazionale".

E ancora: "A fine gennaio abbiamo deliberato lo stato di emergenza nazionale, un attimo dopo che l'Oms ha decretato l'emergenza un'epidemia globale. L'emergenza è stata dichiarata fino al 31 luglio. Non significa che le misure restrittive saranno prorogate fino al 31 luglio".

"Siamo subito intervenuti per uno spazio di sei mesi - chiarisce ancora - questo non significa che le misure restrittive in vigore saranno prorogate fino al 31 luglio 2020 ma siamo pronti per allentare la morsa delle misure e nel caso superarle. Siamo confidenti e fiduciosi che si possa tornare alle nostre abitudini di vita - ha aggiunto -, anzi a un migliore stile di vita perché questa situazione ci sta permettendo di riflettere sulla propria scala di valori, sullo stile di vita che facciamo e ne trarremo un giusto insegnamento".

"Ciascuno deve fare la propria parte per affrontare l'emergenza, per poterla vincere e potersi rialzare quanto prima - aggiunge Conte in conferenza stampa - Se tutti rispettano le regole non solo mettono in sicurezza sé stessi e i propri cari ma consentono all'intera comunità nazionale di uscire quanto prima da questa fase di emergenza".

Nella bozza si legge che il governo si riserva di chiudere ancora i locali pubblici, che di fatto possono creare assembramento di persone, in misura non superiore a trenta giorni di durata per volta e però reiterabili fino al 31 luglio

"Le regioni possono adottare misure più dure"

"Noi ci siamo dati un ordinamento su base regionale, in particolare la sanità è di competenza regionale, stiamo facendo uno sforzo incredibile per supplire alle carenze delle strutture ospedaliere e rinforzarle, ma la competenza è regionale. La disciplina di cornice ce la riserviamo noi come stato, per le misure restrittive lasciamo la possibilità alle regioni di adottare se nel caso misure anche ulteriori", chiarisce il premier.

"Con le regioni dobbiamo lavorare e questa modalità di procedere sta dando dei risultati - rivendica il premier -  Di fronte a una fase così acuta di emergenza possiamo dire che abbiamo riconvertito 78 ospedali come Covid hospital, abbiamo trasferito 59 pazienti dalla Lombardia in altre regioni, abbiamo portato le unità di terapia intensiva da 5343 a 8370, le unità di sub intensiva da 6525 a 26169. I risultati ci sono. La situazione è drammatica ma stiamo reagendo in modo efficace rispetto alla situazione partenza".

Conte: nessuna militarizzazione

L'esercito per far rispettare le norme contro il diffondersi del contagio da coronavirus? "Lo stiamo già utilizzando. Stiamo riconvertendo il servizio strade sicure. Ci sono tutti gli strumenti" di controllo compreso il sistema delle multe introdotto con le nuove misure, "ma ben venga l'aiuto dell'esercito". E ancora: "Il controllo dell'ordine pubblico avviene già in modo efficace, dice il premier che poi chiarisce: "Non c'è alcuna militarizzazione dei centri abitati".

Conte: spero che gli scioperi rientrino

Riguardo alle proteste dei lavoratori e al confronto di oggi con i sindacati, il premier Conte specifica: "Spero che possano rientrare" le minacce di sciopero da parte dei sindacati perché l'Italia "non si può permettere" alcun tipo di sciopero. Governo pronto alla precettazione? "Non arriveremo a questo. Nei sindacati c'è un grande senso di responsabilità, fermo restando che dobbiamo assicurare un livello massimo di sicurezza", risponde il premier.

La serrata dei benzinai 

Nel bel mezzo dell'emergenza coronavirus arriva la serrata dei benzinai. I sindacati di categoria hanno proclamato a partire da domani la chiusura progressiva dei distributori in tutto il Paese perchè "da soli, non siamo più nelle condizioni di assicurare né il necessario livello di sicurezza sanitaria, né la sostenibilità economica del servizio". Ma a stretto giro arriva il no del Garante sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali che "invita" a revocare subito l'astensione, mentre il premier Conte assicura che verrà adottata "un'ordinanza in modo da assicurare i rifornimenti nella penisola" perchè "è chiaro che in questo momento dobbiamo presidiare le attività essenziali". La Ministra dei Trasporti, Paola De Micheli, e il Ministro dello Sviluppo Stefano Patuanelli, annunciano che si sta lavorando a a "intese tra i concessionari e i benzinai" e che i gestori potranno concordare con i concessionari autostradali periodi di apertura alternata. ma che in ogni caso dovranno essere, i rifornimenti self-service.

Fino a 5 anni di carcere a chi esce in quarantena

Carcere da uno a cinque anni per chi è in quarantena, perché positivo al Coronavirus, ed esce intenzionalmente di casa violando così il divieto assoluto di lasciare la propria abitazione. Lo prevede il nuovo decreto, lo comunica Palazzo Chigi