Controlli dei carabinieri
Controlli dei carabinieri

Napoli, 10 luglio 2021 - “Una fiammata di violenza criminale, forse un inizio di guerra di qualche gruppo emergente che vuole gestire una delle piazze di spaccio più importanti d'Europa, perché i 51 arresti di qualche settimana fa hanno lasciato uno spazio da occupare”. A pochi giorni dalla sparatoria di Caivano, il senatore Sandro Ruotolo del Gruppo Misto traccia un bilancio pesante, pieno di preoccupazione per il futuro della zona. Si teme una nuova ondata di violente battaglie per la conquista del territorio, soprattutto alla luce degli ultimi arresti.

“Poteva scapparci il morto giovedì sera al parco Verde di Caivano. Oltre 26 bossoli esplosi con diverse armi, forse anche mitragliette”, racconta Ruotolo. Intorno alle 21.30, i carabinieri di Casoria sono infatti intervenuti in viale Tulipano, all'interno del Parco dove era stata segnalata l'esplosione di colpi d'arma da fuoco. Ma sul posto hanno trovato solo i 26 bossoli, nessuna traccia dei responsabili della sparatoria.

Caivano: guerra di territorio con gli scissionisti di Secondigliano

“Dicono che la camorra di Caivano – sostiene il senatore –vuole riprendersi il territorio dal gruppo degli scissionisti di Secondigliano. Occorre perciò accendere i riflettori su Caivano, perché nonostante gli sforzi dello Stato di ripristinare la legalità, la camorra giovedì sera ha voluto lanciare un segnale di forza e di intimidazione a chi cerca di opporsi alla logica malavitosa”.

Una zona ad alto rischio. “Il Parco Verde – ricorda Ruotolo – continua ad essere l'avamposto del potere dei clan. A Caivano come ad Arzano e altri comuni fuori controllo del napoletano, lo Stato deve metterci la faccia. Questa del Parco Verde è una storia indecente che ci fa capire anche il bisogno di lavorare sul territorio come società civile per ripristinare la legalità.

Napoli, smantellato sul nascere il 'nuovo clan' dei Casalesi: 13 arresti con un blitz

Nei giorni scorso, un blitz dei carabinieri ha portato all'arresto di 13 persone, arruolate da due boss appena usciti di prigione – Oreste Reccia, "pezzo grosso" degli Schiavone, e Vincenzo Ucciero, del clan Ucciero di Villa Literno – che volevano ricreare il clan dei Casalesi.

Ruotolo: per vincere, servono sinergie forti

“Non si vincono malaffare e camorra – conclude il senatore del Gruppo Misto – se istituzioni e società civile non interagiscono e producono azioni concrete. Caro Don Maurizio non sei solo, occorre mettere in sicurezza il territorio e garantire ai tuoi bambini di frequentare la chiesa come le strade e i quartieri di Caivano”.