quotidiano nazionale
7 lug 2021

Napoli, smantellato sul nascere il 'nuovo clan' dei Casalesi: 13 arresti con un blitz

Due boss della vecchia guardia appena usciti di prigione, Oreste Reccie Vincenzo Ucciero, avevano ricreato un potente gruppo di fuoco con giovani leve: sei le estorsioni

7 lug 2021
(DIRE) Bari, 23 apr. - Un vero e proprio arsenale, composto da fucili mitragliatori e pistole complete del relativo munizionamento erano custoditi in una cantinola di un complesso residenziale. È quanto scoperto dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Bari la scorsa sera.     In particolare, i militari dell'Arma, si ricostruisce in una nota, "dopo aver notato dei movimenti sospetti nei pressi di un complesso residenziale nel quartiere Picone del capoluogo pugliese, hanno deciso di fare irruzione al fine di comprenderne il motivo. Una volta entrati all'interno di un box, i militari si sono trovati di fronte solo alcune grosse fioriere piene di terra. Ma prima di andare via, l'intuizione di un carabiniere di scavare all'interno dei vasi ha consentito di fare la scoperta".    Abilmente occultate sotto la terra, sono stati rinvenuti, imballati con cellophane e in ottimo stato di conservazione, due Kalashnikov AK 47, un fucile mitragliatore M16, un fucile a pompa calibro 12, un fucile calibro 5.56 e tre pistole calibro 9, tutte di provenienza illecita, perche' oggetto di furto ovvero con matricola abrasa, oltre a 550 munizioni di vario calibro. Le armi sottoposte a sequestro saranno nei prossimi giorni sottoposte agli accertamenti dattiloscopici e balistici per verificarne l'eventuale pregresso utilizzo.    Nei giorni scorsi intanto, nell'ambito dei servizi di controllo delle persone sottoposte a misure di sicurezza, disposti dal comando provinciale dei carabinieri di Bari, gli uomini dell'Arma hanno tratto in arresto Romito Antonio, classe 77, meglio noto come "Maradona", appartenente all'articolazione del Clan Strisciuglio operante sul Borgo Antico, e sottoposto alla misura della liberta' vigilata, in quanto trovato in possesso, nel corso di una perquisizione domiciliare, di due pistole calibro 9, illegalmente detenute, entrambe munite di caricatori completi di cartucce. Dopo le formalita' di rito, l'uomo e' stato in carcere a Bari a disposizione dell'Autorita' Giudiziaria.   (Com/Red/ Dire) 09:37 23-04-2
Un sequestro di armi
(DIRE) Bari, 23 apr. - Un vero e proprio arsenale, composto da fucili mitragliatori e pistole complete del relativo munizionamento erano custoditi in una cantinola di un complesso residenziale. È quanto scoperto dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Bari la scorsa sera.     In particolare, i militari dell'Arma, si ricostruisce in una nota, "dopo aver notato dei movimenti sospetti nei pressi di un complesso residenziale nel quartiere Picone del capoluogo pugliese, hanno deciso di fare irruzione al fine di comprenderne il motivo. Una volta entrati all'interno di un box, i militari si sono trovati di fronte solo alcune grosse fioriere piene di terra. Ma prima di andare via, l'intuizione di un carabiniere di scavare all'interno dei vasi ha consentito di fare la scoperta".    Abilmente occultate sotto la terra, sono stati rinvenuti, imballati con cellophane e in ottimo stato di conservazione, due Kalashnikov AK 47, un fucile mitragliatore M16, un fucile a pompa calibro 12, un fucile calibro 5.56 e tre pistole calibro 9, tutte di provenienza illecita, perche' oggetto di furto ovvero con matricola abrasa, oltre a 550 munizioni di vario calibro. Le armi sottoposte a sequestro saranno nei prossimi giorni sottoposte agli accertamenti dattiloscopici e balistici per verificarne l'eventuale pregresso utilizzo.    Nei giorni scorsi intanto, nell'ambito dei servizi di controllo delle persone sottoposte a misure di sicurezza, disposti dal comando provinciale dei carabinieri di Bari, gli uomini dell'Arma hanno tratto in arresto Romito Antonio, classe 77, meglio noto come "Maradona", appartenente all'articolazione del Clan Strisciuglio operante sul Borgo Antico, e sottoposto alla misura della liberta' vigilata, in quanto trovato in possesso, nel corso di una perquisizione domiciliare, di due pistole calibro 9, illegalmente detenute, entrambe munite di caricatori completi di cartucce. Dopo le formalita' di rito, l'uomo e' stato in carcere a Bari a disposizione dell'Autorita' Giudiziaria.   (Com/Red/ Dire) 09:37 23-04-2
Un sequestro di armi

Napoli, 7 luglio 2021 – Stroncato il tentativo di ricostituire il clan dei Casalesi, un gruoppo di fuoco molto potente, armato kalashnikov en alimentato da giovani leve. Alla testa del nuovo clan due boss della vecchia guardia - Oreste Reccia, "pezzo grosso" degli Schiavone, e Vincenzo Ucciero, del clan Ucciero di Villa Literno - che, appena usciti di prigione, avevano cercato di riprendersi il territorio di Napoli e Caserta. E, per segnare il territorio, avevano iniziato a mettere a segno una serie di estorsioni a imprenditori locali.

È stato un blitz di polizia e carabinieri, messo a segno oggi, a stroncare sul nascere la nuova organizzazione, 13 gli arrestati per i reati di estorsione aggravata dal metodo mafioso e armi. Per i due leader, è stato contestato anche il 416 bis, associazione a delinquere di stampo mafioso.

Le indagini

L'attività di indagine - condotta dalla polizia e dai carabinieri di Caserta, coordinata dalla Dda di Napoli - ha fatto luce sul fenomeno di riorganizzazione del clan dei Casalesi, messo in piedi da due noti elementi di spicco della vecchi guardia, Oreste Reccia e Vincenzo Ucciero.

Appena scarcerati, pochi mesi fa, hanno iniziato a riorganizzare le fila, con alcune vecchie conoscenze e, attraendo un gruppo di giovani, hanno rimesso in piedi un giro di estorsioni ai danni degli imprenditori locali, aggravate dal metodo mafioso. Usavano infatti come minaccia la forza dell'appartenenza al clan, il nome dei Casalesi e ostentavano l'uso di armi.

Le prove schiaccianti in un video

Gli inquirenti hanno ripreso in un video una scena agghiacciante: a suon di colpi di kalashnikov sparati dai terrazzi, i boss volevano fare sapere di essere tornati. L'obiettivo era riprendere il pieno potere sul territorio in provincia di Caserta, Aversa, San Marcellino, sul litorale Domizio, a Villa
Literno, Giugliano (Napoli).

I pm Graziella Arlomede, Francesco Raffaele e Maurizio Giordano contestano agli indagati diverse estorsioni aggravate dal metodo mafioso, perpetrate con lo scopo di agevolare una organizzazione mafiosa. Sei le estorsioni documentate e contestate. A mettere in allarme, la grande disponibilità di armi ostentata: inquirenti e forze dell'ordine hanno capito subito che era un gruppo di fuoco violento e andava fermato subito.

Intervento lampo: il clan stroncato in pochi mesi

A maggio il primo sequestro di un kalashnikov con 250 munizioni, oggi è scattato il blitz degli arresti. Un intervento lampo: nel giro di pochi mesi il tentativo di ricostituire il potere dei
Casalesi è stato stroncato
. Una risposta immediata sul territorio, costantemente monitorato, e un segnale forte alla criminalità organizzata.

 

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