Una partita di calcio
Una partita di calcio

Pimonte (Napoli), 18 novembre 2021 – Un fallo di gioco sul campo da calcio, sugli spalti gli animi si surriscaldano e partono prima gli insulti e poi la violenta aggressione contro un un calciatore. È stato un pestaggio in piena regola quello avvenuto nei giorni scorsi a Pimonte, nel Napoletano, durante un torneo di calcetto per beneficenza disputato sul campetto della parrocchia. A finire in ospedale con un trauma cranico un 35enne, sottratto dal pestaggio dagli spettatori che si sono riversati in campo per difenderlo da chi lo bersagliava di calci e pugni. Sulla vicenda indagano i carabinieri ai quali la vittima ha sporto denuncia. Ora è caccia agli aggressori, tuttora sconosciuti.

La condanna del sindaco del parroco

È unanime a Pimonte, piccolo centro nel cuore dei Monti Lattari, la condanna nei confronti della brutale violenza sul campetto da calcio della parrocchia. Il sindaco Michele Palummo e don Roberto Buonomo, parroco della chiesetta di Tralìa, frazione del piccolo comune, prendono le distanze.

Il torneo doveva divertire i ragazzi che, come spiega don Roberto, “qui a Pimonte non hanno altro che questo campetto di calcio”. Alla manifestazione, ribattezzata “Campionato di Serie A Pimonte”, le squadre hanno preso in prestito i nomi delle grandi della A, ecco perché lunedì scorso si confrontavano Napoli e Sassuolo.

Il primo cittadino di Pimonte, Palummo, esprime “solidarietà e vicinanza alla famiglia”. dell'uomo aggredito e chiede alle forze dell'ordine di individuare gli aggressori per i quali invoca che non venga applicata “alcuna attenuante”. Inoltre il primo cittadino, che definisce l'aggressione “un attacco squadrista”, invoca un’approfondita indagine da parte delle forze dell'ordine che hanno “il compito di fare piena luce su questa raccapricciante vicenda per inchiodare i responsabili alle loro responsabilità”.

Nessuna attenuante per i partecipanti alla vile aggressione, solo il fermo convincimento che Pimonte non non è terra di picchiatori e violenti, ma una comunità di pace che guarda ai valori della solidarietà”, aggiunge Palummo. In accordo con le autorità, il sindaco e i vigili urbani, “abbiamo naturalmente sospeso il torneo” fa sapere don Roberto, che lamenta di sentirsi “continuamente in trincea” e riflette sui postumi dei lockdown che hanno elevato il livello di aggressività nei giovani. “La mia comunità merita molto di più - aggiunge il sacerdote -. Continuo a credere che educare i ragazzi, attraverso lo sport, sia una buona azione. Ma ogni tanto arriva una mela marcia”.

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