Roma, 16 marzo 2014 - Davide Battistini è in sciopero della fame dal 20 gennaio. Non mangia per chiedere che la legge che vieta di detenere cani alla catena, normativa varata un anno fa dalla regione Emilia Romagna, sia dotata del Regolamento di attuazione che la rende effettivamente operativa. Cosa che, nonostante sia trascorso un anno, non è stata ancora fatta. In questo modo vengono vanificati gli effetti di una legge salutata, dodici mesi fa, come rivoluzionaria e apripista rispetto alla legiferazione delle altre regioni.

Per ottenere quelle norme Davide Battistini si era sottoposto ad un primo sciopero della fame risultato determinante per l'approvazione del testo poi votato. Ora, trascorso tanto tempo, Davide ha deciso di ricominciare la sua protesta non violenta perché il Regolamento sia effettivamente varato. La sua situazione fisica è seria e, di seguito, riportiamo l'appello lanciato dal medico che lo tiene sotto continuo monitoraggio, il dottor Roberto Parollo.

Roberto Parollo è un cardiologo che esercita a Ravenna presso l'ospedale civile cittadino ed è membro anziano dell'equipe di terapia intensiva. Da 56 giorni, ad oggi, il governatore dell'Emilia Romagna, Vasco Errani, non ha dato risposte alla protesta di Davide che intende andare avanti con il digiuno fino al varo del Regolamento. Al posto del governatore ha risposto, senza mai citare l'azione del volontario animalista, l'assessore Lusenti che ha chiesto tempo per valutare le norme. Anche se è già trascorso un anno.

Qui sotto la lettera del dottor Parollo che si dice disponibile a riferire, a chi ne faccia richiesta, sulle condizioni di salute di Davide Battistini.

<Queste mie parole sono rivolte a coloro che hanno a cuore la salute di Davide Battistini ma anche a coloro che temono la forza e la ragione delle sue idee e, in particolare, della battaglia che sta combattendo>.
<Conosco Davide da moltissimi anni ed ho imparato da tempo a stimarlo come uomo e amico, grande e forte lottatore per i diritti degli animali e quindi personaggio “scomodo” per quei potentati che difendono interessi intaccabili dal suo operato>.

<Ho seguito Davide nel suo precedente digiuno che sembrava aver sortito effetti positivi poi avviliti dalle pastoie e dagli escamotage di una politica offensiva con una vera e propria presa in giro>.
<Hanno virtualmente slegato i cani dalle catene per rinchiuderli in gabbie anguste. Davide, uomo coerente come pochi, si è così lanciato in questa seconda battaglia con cipiglio ancora più fermo e con effetti sulla sua salute che mi preoccupano sempre più>.

<Sta maturando una leucopenia che presto, se non già ora, lo renderà più vulnerabile a qualsiasi contaminazione infettiva, una anemia macrocitica da deficit vitaminico, una chetonuria da esaltazione del catabolismo lipidico che deriva dall’assente apporto di zuccheri e di proteine. La cosa provocherà l’autodigestione del grasso fisiologico (quello di deposito è già esaurito) che può provocare in primis una ptosi dei reni con conseguenze permanenti sulla loro funzione>.
<Per il momento non vi sono ancora segni di sofferenza cardiaca e, in particolare, cerebrale>.

<E questo è il motivo per il quale sta aumentando la mia preoccupazione. Davide è perfettamente in grado di intendere e di volere e, se il suo corpo dà chiari segni di sofferenza, la sua lucidità e la sua determinazione sono ancora forti e chiare e da me constatate anche questa mattina in una lunga, e piacevolissima come sempre, chiacchierata con lui>.
<Davide andrà avanti, ne sono sicuro. Purtroppo, perché conoscendolo temo seriamente che possa arrivare a danni irreversibili, anche se una parte di me fa il tifo per lui, per le sue idee scomode in quanto giuste, e per i suoi umili e deboli protetti, animali innocenti che soccombono sempre davanti all’arroganza della razza peggiore di tutte, quella umana>.
<Chi teme Davide e un esito drammatico della sua lotta, badate bene non per affetto e per rimorsi di coscienza ma solo per la vulnerabilità dei propri “interessi”, può interrompere questo trend in un solo modo: mettendosi una mano sul cuore e varare provvedimenti finalmente concreti come risposta alle sue richieste e questo non solo per la tenerezza che smuove in tutti noi la sorte di questo piccolo grande uomo ma per il rispetto che meritano sempre gli umili e gli oppressi>.
Ravenna, 15 marzo 2014                                                           Dr. Roberto Parollo

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