Profughi ammassati al confine greco-turco (Ansa)
Profughi ammassati al confine greco-turco (Ansa)

Ankara, 3 marzo 2020 - Non si ferma il grande esodo dei migranti dalla Siria che, attraverso la Turchia, tentano di entrare in Europa. Secondo il governo turco - che ha deciso di lasciare aperte le frontiere con Grecia e Bulgaria - sono oltre 130mila i profughi che hanno raggiunto il confine greco, la 'porta' più vicina per raggiungere l'Ue. Un dato 10 volte superiore a quello comunicato da Atene e dalle organizzazioni non governative. 

Turchia: 130mila profughi, non possiamo fermarli

Ankara ha ribadito che non è "nella posizione di fermare" l'ondata. Parole del ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu che in una conferenza stampa con l'omologo britannico Dominic Raab oggi ha invitato "le istituzioni Ue a rispettare i valori umanitari comuni", accogliendo i migranti.  "Abbiamo già speso 40 miliardi - accusa la Turchia - dove sono i sei miliardi promessi per le Ong?".

Nell'Unione Europea si moltiplicano le dichiarazioni ostili nei confronti della Turchia. L'ultima arriva dall'Austria. La decisione di lasciar passare i profughi per, il cancelliere austriaco Sebastian Kurz "è un attacco della Turchia contro l'Europa". 

Da Bruxelles interviene il portavoce del Servizio esterno della Ue, Peter Stano. C'è un "accordo politico", dice Stano. "L'Ue lo rispetta e ci aspettiamo che anche la Turchia faccia altrettanto".  Quanto ai finanziamenti della Ue previsti dall'accordo con Ankara, il portavoce ha aggiunto che "i soldi sono stati impegnati e verranno erogati come previsto". L'obiettivo dell'Unione Europea è "tornare alla normalità" dell'accordo con la Turchia firmato nel marzo del 2016". 

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Vertici Ue al confine greco-turco

Intanto è fuoco incrociato di accuse tra turchi e  greci. La prima accusa la seconda di aver ucciso un migrante siriano. I secondi accusano i primi di minacciare consapevolmente le sicurezza nazionale di Atene e condannano a quattro anni di carcere chiunque entri illegalmente nel Paese. Per la cancelliera tedesca, Angela Merkel, è "totalmente inaccettabile che questo avvenga alle spalle dei profughi".

Durante la visita alla frontiera greco-turca, la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen dichiara: "Chi cerca di mettere alla prova l'unità dell'Europa resterà deluso. Manterremo la linea e la nostra unità prevarrà. È tempo per un'azione concertata e per il sangue freddo. La Turchia non è un nemico e le persone non sono mezzi per raggiungere un obiettivo. Grazie alla Grecia per essere il nostro scudo".

E il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli: "Dobbiamo costruire una politica unitaria sulla migrazione, una strategia comune, una politica europea, ma molti governi non ne sono consapevoli. Se si fosse adottata la riforma dell'accordo di Dublino votata dal parlamento oggi non saremmo in questa situazione. Senza una politica comune dell'immigrazione non potremo essere leader nella difesa dei diritti umani". Sassoli ha espresso il sostegno del Parlamento europeo al popolo e alle autorità greche e ribadito la richiesta alla Turchia di "rispettare gli impegni".  Da parte sua il premier greco Kyriakos Mitsotakis va all'attacco: "Quanto accaduto qui nei giorni scorsi è dolorosamente ovvio a tutti. La Turchia in piena violazione dell'accordo con l'Ue ha incoraggiato e assistito in modo sistematico decine di migliaia di migranti e profughi ad entrare in Grecia. Ha fallito, e continuerà a fallire se dovesse continuare a perseguire questa strategia". 

Guerra in Siria 

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Sul fronte della guerra in Siria si registra una strage di civili a Idlib, epicentro dell'offensiva lanciata dalla Turchia al governo di Assad. Un razzo caduto per strada ha ucciso nove persone tra cui 5 bambini. La Turchia annuncia di aver abbattuto un caccia siriano e di aver neutralizzato 327 soldati di Damasco.

Oxfam: l'Europa è morta a quel confine

"La vita di migliaia di siriani in fuga da guerra e persecuzioni, continua a essere usata come merce di scambio di un assurdo gioco delle parti, in cui Unione Europea e Grecia per primi, senza nessuna giustificazione, non vogliono assumersi le proprie responsabilità", denuncia  oggi Oxfam affermando che "lo spirito alla base dell'idea di Europa unita, già messo in discussione dalla gestione delle politiche migratorie in questi ultimi 5 anni, sta morendo al confine tra Grecia e Turchia".  "Non esiste alcuna giustificazione per la decisione di lasciare migliaia di uomini, donne e bambini in fuga da un conflitto atroce, che in quasi nove anni ha causato centinaia di migliaia di vittime e oltre 5.5 milioni di profughi fuori dalla Siria, intrappolati in una terra di nessuno senza cibo, riparo e cure mediche" ha detto Paolo Pezzati, policy advisor per le emergenze umanitarie di Oxfam Italia.  "La Ue invece di sostenere la politica di respingimento attuata dalla Grecia, dovrebbe ricordarsi dei propri obblighi di difesa dei diritti umani fondamentali, garantendo la sicurezza e la protezione di chi ha perso tutto".

Ong in fuga da Lesmo

Intanto diverse Ong hanno denunciato oggi di aver sospeso il loro lavoro con i rifugiati sull'isola greca di Lesbo e di aver evacuato le loro squadre dopo il moltiplicarsi di attacchi e minacce di gruppi qualificati come "fascisti", riferisce la France Presse.  L'isola greca nel nord del Mar Egeo, situata vicino alla costa turca, ha visto un aumento dell'arrivo dei migranti da quando la Turchia ha aperto i suoi confini alla fine della scorsa settimana.