Roma, 9 ottobre 2021 - La tensione sale alle stelle. Taiwan è "una questione interna alla Cina e non ammette interferenze esterne", afferma il presidente Xi Jinping, alle celebrazioni per i 110 anni dalla Rivoluzione del 1911, durante le quali ha affermato che la questione è nata dalla debolezza e dal caos della nazione cinese. "Il secessionismo di Taiwan è il più grande ostacolo alla riunificazione nazionale, una seria minaccia al ringiovanimento nazionale. Chiunque voglia tradire e separare il Paese sarà giudicato dalla storia e non farà una buona fine", ha aggiunto Xi, assicurando con toni perentori che "la riunificazione completa del nostro Paese ci sarà e potrà essere realizzata".

La soluzione di Taiwan "è determinata dalla tendenza generale della storia cinese, ma, cosa più importante, è la volontà comune di tutto il popolo cinese. La riunificazione nazionale con mezzi pacifici serve al meglio gli interessi della nazione cinese nel suo insieme, compresi i connazionali di Taiwan", ha detto Xi. "I compatrioti su entrambi i lati dello Stretto di Taiwan dovrebbero stare dalla parte giusta della storia e unire le mani per ottenere la completa riunificazione della Cina e il ringiovanimento della nazione cinese", ma coloro che dimenticano la loro eredità, "tradiscono la loro madrepatria e cercano di dividere il paese, non avranno una buona fine", ha proseguito Xi, aggiungendo che saranno disprezzati dalla gente e condannati dalla storia. "Nessuno dovrebbe sottovalutare la determinazione, la volontà e la capacità del popolo cinese nel salvaguardare la sovranità e l'integrità territoriale", ha messo in guardia il presidente.

La risposta dell'ufficio di presidenza di Taipei, rilanciata dalla Reuters, arriva poche ore dopo: il futuro di Taiwan resta nelle mani del suo popolo, 23 milioni di abitanti, che respinge chiaramente il principio cinese di 'un Paese, due sistemi'. In un'altra nota, il Consiglio degli affari nazionali di Taipei ha esortato la Cina ad abbandonare "i passi provocatori di intrusione, molestie e distruzione", dopo che la settimana scorsa Pechino ha inviato 150 caccia nello spazio aereo dell'isola. La presidente Tsai ha più volte ribadito che "non cederà né avanzerà", difendendo con forza sovranità e sicurezza nazionali e continuando ad approfondire la cooperazione con i Paesi amici. Allo stesso tempo, l'isola si "sforzerà di mantenere lo status quo di pace e stabilità attraverso lo Stretto di Taiwan".