Il presidente russo Vladimir Putin (Ansa)
Il presidente russo Vladimir Putin (Ansa)

Roma, 6 ottobre 2021 - L'Europa può tirare un sospiro di sollievo: l'inverno non sarà senza gas. Le parole rassicuranti sulle forniture di gas naturale pronunciate dal presidente russo, Vladimir Putin, hanno rasserenato i mercati facendo scendere del 7% il prezzo dei future di novembre sulla piattaforma di riferimento Dutch Title Transfer Facility, che in mattinata aveva toccato i 160 euro al megawattora.

La Russia sta incrementando le forniture di gas all'Europa, anche attraverso l'Ucraina, in risposta alla stretta energetica che affligge il Vecchio Continente, ed è pronta a lavorare per stabilizzare il mercato, fermando la rincorsa dei prezzi. Putin ha spiegato che le vendite di gas russo all'Europa quest'anno potrebbero toccare un nuovo record e che il traffico attraverso i gasdotti ucraini supererà i quantitativi previsti dai contratti tra il colosso energetico pubblico di Mosca Gazprom e Kiev.

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Nel corso di un incontro con esponenti del governo, ha riferito l'agenzia di stampa Sputnik, Putin ha dichiarato che la Russia sarà "sempre" un fornitore "affidabile" di gas ed adempierà ai suoi "obblighi", evidenziando la volontà del suo Paese di collaborare alla stabilizzazione dei mercati. Putin ha quindi attribuito l'attuale crisi dei prezzi alle basse temperature dello scorso inverno che avrebbero contribuito a ridurre le riserve di gas, ma anche agli "errori" commessi dall'Unione Europea nella gestione della politica energetica, criticandone "l'isteria" e l'eccessiva dipendenza dai contratti a breve termine.

Riferendosi alla precedente Commissione europea, Putin ha evidenziato che "tutte le sue attività erano volte a limitare i contratti a lungo termine e si è capito che questa politica è sbagliata poiché non tiene conto delle specificità del mercato del gas che è legato a molte incertezze". "Come sapete, il mercato globale dell'energia non tollera confusione ed esitazione. I piani di investimento qui sono a lungo termine. Pertanto, azioni dure e avventate possono portare - e a giudicare dall'attuale situazione del mercato hanno già portato - a gravi squilibri", ha aggiunto il leader russo. 

Indice europeo chiude in forte calo

E così dopo l'impetuosa cavalcata verso l'alto degli ultimi giorni è arrivata la fase della correzione per il comparto energetico. Il future sul TTF utilizzato dagli operatori come benchmark per il mercato europeo ha chiuso la contrattazioni odierne in calo del -13,39% a 100,30 euro/MWh dopo aver toccato in mattinata un nuovo record storico a 146 euro/MWh.