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16 mar 2022

Modello Austria, Svezia o Finlandia. Cosa sono e perché Zelensky ha detto no

I tre Paesi durante la Guerra fredda rimasero neutrali, ma con diverse sfumature

16 mar 2022
luca bolognini
Esteri

Mercoledì 16 marzo 2022. Per porre fine all’invasione della Russia, in molti hanno suggerito all’Ucraina di seguire il modello di Finlandia, Svezia o Austria. Per Kiev questo significherebbe mettere da parte l’ingresso nella Nato e assumere un ruolo neutrale con diverse sfumature. Il presidente Volodymyr Zelensky per il momento ha detto un chiaro no a queste tre ipotesi.

I bombardamenti in Ucraina
I bombardamenti in Ucraina

Il modello Finlandia

Helsinki durante la Guerra fredda non si è schierata. La Finlandia, che confinava con l’Unione sovietica (e ora con la Russia), per evitare qualsiasi conflitto ha deciso di non entrare nella Nato, così come la Svezia. In pratica i due Paesi scandinavi sono diventati Stati cuscinetto tra il blocco atlantico e quello del Patto di Varsavia. Nel 1948 la Finlandia firmò con l’Urss il Trattato di amicizia e mutua assistenza che le impediva di entrare in un’alleanza militare anti sovietica e di prestare il proprio territorio come base per un attacco a Mosca. Con l’invasione dell’Ucraina, però, Finlandia e Svezia stanno seriamente pensando di aderire alla Nato e secondo gli ultimi sondaggi l’opinione pubblica sarebbe d’accordo.

Il modello Austria

Vienna alla fine della Seconda guerra mondiale era contesa tra i due blocchi. Le truppe degli Alleati erano rimaste all’interno del Paese. Mosca come condizione per ritirare i militari pretese che l’Austria dichiarasse la propria neutralità perpetua. La dichiarazione, che vieta anche l’installazione di basi militari, venne inserita nella Costituzione austriaca e il Cremlino richiamò i propri soldati.

Il modello Svezia

Stoccolma basa la sua politica di neutralità sulla tradizione piuttosto che su un trattato internazionale. Durante i conflitti militari nella prima metà del XIX secolo la Svezia mantenne il suo status neutrale. La neutralità fu formalmente proclamata dal re Gustavo XIV nel 1834. La Svezia era stata a lungo una forte potenza militare, ma adattò la politica di neutralità ai propri interessi politici. Nel 1941 permise alle forze tedesche di transitare attraverso il territorio svedese fino al fronte finlandese e allo stesso tempo protesse i profughi dal nazismo. Dopo il 1945 la Svezia decise di mantenere il suo status neutrale. La sicurezza della Svezia, durante gli anni della Guerra fredda, è dipesa fortemente dallo status della Finlandia e indirettamente anche dalla politica dell'Urss nei confronti di Helsinki.

I no di Zelensky

Il presidente dell’Ucraina però è stato molto chiaro. Dai negoziati in corso con la Russia è trapelato il rifiuto da parte di Kiev di adottare un modello austriaco e svedese di neutralità. "L'Ucraina è ora in uno stato di guerra diretta con la Russia. Pertanto, il modello può essere solo ucraino", ha dichiarato uno dei negoziatori ucraini Mykhailo Podoliak nei commenti pubblicati dalla presidenza.

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