Israele tra vaccini e contagi: verso la terza dose agli over45
Israele tra vaccini e contagi: verso la terza dose agli over45

Roma, 11 agosto 2021 - Israele ha una certezza: il vaccino garantisce una protezione molto alta per evitare ricoveri e forme gravi della malattia, possibilità sei volte superiore in chi non è immunizzato. Nel primo caso fra l’82% e il 91% e nel secondo fra l’86% e il 94%. Ma in chi ha avuto il vaccino anti Covid-19 a gennaio la protezione dalle infezioni è scesa al 16%. Lo dice il ministero della Salute. Più il tempo passa, più la barriera si assottiglia, con una protezione media del 39%. Così i vaccinati di febbraio sono protetti dalla malattia al 44%, al 67% quelli di marzo, al 75% quelli di aprile. Analoghi i valori per l’efficacia del vaccino contro le infezioni con sintomi, scesa al 16% nei vaccinati in gennaio, al 44% (febbraio), al 69% (marzo), al 79% (aprile), con un valore medio del 41%. Molto diverse le percentuali sull’efficacia per quanto riguarda la protezione dai ricoveri: per i vaccinati in gennaio è pari all’82% e poi del 91% (febbraio), 89% (marzo), 83% (aprile), per una media dell’88%. Valori simili, infine, per l’efficacia dei vaccini anti Covid-19 contro la forma grave della malattia: 86% (gennaio), 91% (febbraio), 94% (marzo), 84% (aprile), per una media del 91%.

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Da queste percentuali si capisce perché  una delle nazioni più vaccinate al mondo - 80% della popolazione adulta immunizzata, paese diventato un modello, il primo a riaprire l'economia - sia alle prese con un nuovo incubo contagi da variante Delta. Anche per questo il governo sta pensando di somministrare la terza dose di vaccino anche agli over 45 (dal 1° agosto la fascia interessata è quella degli ultrasessantenni). L’operazione potrebbe partire subito, già da domenica, il premier Naftali Bennet ne sta discutendo con i consulenti scientifici. Basterà? Non è detto. L'esecutivo, trapela sui media, potrebbe anche valutare ulteriori blocchi. Mentre i dati del ministero lunedì hanno registrato seimila contagi, un tasso di positività che sfiora il 5% e un aumento dei malati gravi. Il 90% dei nuovi contagi, ha dichiarato il premier, riguarda i cinquantenni. Da qui la decisione sul richiamo e la raccomandazione rivolta proprio a loro: "Massima attenzione, nelle prossime settimane". Una nuova campagna di vaccinazione a marce forzate potrebbe dunque evitare le restrizioni. 

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