27 apr 2022

Gas russo: ecco i paesi Ue che più dipendono da Mosca. Il caso Italia

L'import è più sbilanciato nell'Est: in cima alla classifica la Bulgaria con il 90% della quota importata sul totale dei consumi. La Germani assicura: percentuale ridotta al 35%, inferiore a quella italiana

Berlino, 27 aprile 2022 - La mossa della Russia che oggi ha chiuso i rubinetti del gas a Polonia e Bulgaria mette in allarme l'Europa. Soprattutto alla luce delle ultime dichiarazioni del Cremlino: chi non pagherà in rubli, avrà lo stesso trattamento di Sofia e Varsavia. L'Unione europea corre ai ripari con una riunione di emergenza dei ministri per l'approvvigionamento energetico. Ma difficilmente, anche con una manovra di emergenza, potrebbe compensare all'eventuale blocco dei flussi da Mosca. Nel caso, oltre alla difficoltà di rifornimento, l'Europa dovrebbe vedersela con un altro problema: armonizzare le politiche (e le dipendenze) energetiche europee che sono allo stato differenti e scollegate le une dalle altre.

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Quanto gas importa la Ue dalla Russia
Quanto gas importa la Ue dalla Russia

Ma a quanto ammonta questa dipendenza? Nel 2021 l'Ue ha importato il 45% del gas dalla Russia. Ovvero oltre 380 milioni di metri cubi (mcm) al giorno tramite gasdotto, per un totale di circa 140 miliardi di metri cubi all'anno, secondo l'Iea. Altri 15 miliardi di metri cubi sono stati consegnati sotto forma di gas naturale liquefatto (gnl).

L'Est Europa 

I Paesi più legati ai rifornimenti dalla Russia sono quelli dell'Est. In cima alla classifica c'è proprio la Bulgaria, che con la Polonia, da oggi non riceve più rifornimenti da Mosca. La Russia soddisfaceva oltre il 90% del fabbisogno, con le importazioni di Gazprom a circa 3 miliardi di metri cubi all'anno. Ungheria, Slovenia, Slovacchia ottengono circa il 60% del loro gas naturale dalla Russia. Lo stesso vale per l'Austria. Fino a ieri in Polonia il 55% delle importazioni di gas proveniva da Mosca, ma Varsavia aveva già adottato diverse misure per ridurre la propria dipendenza, tra cui l'espansione di un terminal a Swinoujscie, nel nord-ovest della Polonia, e la costruzione di un nuovo gasdotto dalla Norvegia.

La Germania

La Germania nel 2020 importava dalla Russia circa il 65% del gas (dati Iea) pari a 42,6 miliardi di metri cubi, seguita dall'Italia con 29,2 miliardi di metri cubi. La dipendenza energetica tedesca nei confronti della Russia è peggiorata dall'11 marzo del 2011, data dell'incidente nella centrale nucleare giapponese di Fukushima. A seguito dell'evento, Berlino ha deciso di uscire dal nucleare, incrementare l'import di gas dalla Russia con il Nord Stream 2 e puntare forte sull'eolico offshore. A fine anno il paese avrebbe dovuto spegnere le ultime tre centrali nucleari in funzione (erano 8 nel 2011) ma il governo sta seriamente valutando di lasciarle accese. A inizio 2022 Berlino importava il 40% del suo gas da Mosca, oggi - dice il ministro dell'Economia Robert Habeck - la quota è calata al 35%". 

L'Italia

L'Italia importa il 38% del gas che consuma, pari a circa 29 miliardi di mc. Negli ultimi anni la quota è cresciuta se si pensa nel 2012 la percentuale era intorno al 30%. La produzione nazionale è scesa ai minimi, circa 3 miliardi di metri cubo. Ora il governo ha intenzione di incrementarla con i giacimenti in funzione (senza nuove trivellazioni). L'Italia importa il 95% del suo gas (circa 72 mld di mc). Nelle ultime settimane il governo Draghi ha firmato accordi per aumentare il flusso di gas dai paesi africani, Algeria, Egitto, Repubblica del Congo, Angola.

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