Petroliere cinesi affiancate a quelle nordcoreane (dal sito Chosun Ilbo)
Petroliere cinesi affiancate a quelle nordcoreane (dal sito Chosun Ilbo)

Seul, 28 dicembre 2017 - La furia di Donald Trump si abbatte sulla Cina. Oggetto del contendere, come spesso accade ultimamente, la Corea del Nord e le presunte forniture di petrolio da Pechino a Pyongyang. "Beccati! - scrive il tycoon su Twitter -. Sono molto deluso che la Cina stia consentendo i traffici di petrolio per la Corea del Nord". Questa notte un quotidiano sudcoreano aveva pubblicato alcune foto scattate dai satelliti spia Usa: le immagini mostravano petroliere cinesi affiancate a navi cisterna nordcoreare mentre effettuavano il trasbordo di greggio.  "Non ci sarà mai una soluzione amichevole al problema nordcoreano se cose come queste continueranno ad accadere", conclude Trump su Twitter. 

LE FOTO - A 'incastrare' Pechino ci sarebbero quindi alcune foto diffuse dal sito sudcoreano 'Chosun Ilbo'. Si tratta di immagini satellitari, da cui sono visibil anche i nomi delle petroliere coinvolte negli scambi nelle acque del Mar Giallo, vicino alle coste cinesi. Il 19 ottobre viene immortalato il mercantile nordcoreano "Ryesonggang 1", a cui si affianca una nave cinese. Il motivo non può che essere un rifornimento: mossa che costituisce una palese violazione della risoluzione del Consiglio di Sicurezza 2375, adottata a settembre dopo il test della prima bomba all'idrogeno, e di quella votata venerdì scorso, che riduce l'import di Pyongyang a massimo 500.000 barili di petrolio per il 2018. 

Senza quel greggio ottenuto "illegalmente", accusavano i media di Seul, Pyongyang non riuscirebbe a sopravvivere. Gli attacchi, a differenza di quello rivolto da Trump, puntavano indirettamente alla Cina, lasciando intendere che Pechino chiuderebbe un occhio di fronte a questi traffici. I dati ufficiali della dogana cinese non mostrano alcun invio di petrolio in novembre. La Cina, di contro, si è difesa sostenendo di non essere a conoscenza delle immagini diffuse dal sito sudcoreano e di non aver infranto le sanzioni Onu. "La situazione da voi menzionata - ha risposto un portavoce del ministero della Difesa cinese ai giornalisti che gli chiedevano se Pechino stesse rifornendo illegalmente Pyongyang - non esiste nel modo più assoluto".

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