Il Congresso americano (Ansa)
Il Congresso americano (Ansa)

Roma, 12 gennaio 2021 - Prima dell'assalto al Congresso Usa, "l'Fbi ha condiviso con gli altri partner delle forze di sicurezza le molte informazioni di intelligence" circa le possibili violenze a Washington. Lo ha reso noto Steven M. D'Antuono, vice direttore responsabile dell'ufficio dell'Fbi di Washington, in una conferenza stampa, confermando quindi quanto rivelato dal Washington Post: l'ufficio Fbi in Virginia avrebbe diramato un rapporto in cui si avvertiva che alcuni estremisti si sarebbero recati nella capitale il 6 gennaio con piani "di guerra". Secondo l'Fbi, l'allarme è stato lanciato attraverso la Joint Terrorism Task Force, di cui fa parte anche la polizia di Capitol Hill.

Steven D'Antuono, vice direttore responsabile dell'ufficio dell'Fbi di Washington (Ansa)

Adesso "la brutalità che ha visto il popolo americano" a Capitol Hill, "non sarà tollerata dall'Fbi", ha ribadito D'Antuono, promettendo un lavoro "h24" per stabilire cosa è successo in quei giorni e per consegnare alla giustizia i responsabili. Finora le autorità statunitensi hanno aperto oltre 160 fascicoli e messo sotto accusa 70 persone, in relazione ai disordini del 6 gennaio. Ma si tratta solo della "punta dell'iceberg", ha ammonito il vice direttore dell'ufficio dell'Fbi di Washington, rivelando che le forze dell'ordine hanno ricevuto circa 100mila prove digitali su cui lavorare per identificare le persone coinvolte. 

Mentre i primi arresti per le violenze a Washington sono stati legati ad accuse minori come il furto, l'Fbi ha fatto sapere che ora si lavora per perseguire i responsabili di accuse "più significative" come "sedizione e cospirazione", per cui si rischiano fino a 20 anni di detenzione.