È stata una giornata difficile quella di ieri. Il morale delle truppe, cioè del popolo italiano, non può essere molto alto dopo il consueto bollettino della Protezione Civile, ormai sempre più simile a un bollettino di guerra. L’Italia ha superato la Cina per numero di morti: e con una popolazione venti volte inferiore. L’incremento dei contagi è stato il più alto di sempre.

Eppure, il “modello italiano” va visto anche per la sua particolarità nel contare i contagi e i morti. Noi facciamo i tamponi solo a chi presenta i sintomi più gravi, e questo alza - e di molto - il tasso di letalità.

Quanto al numero in assoluto dei morti, noi li conteggiamo tutti: anche coloro (e sono la stragrandissima maggioranza) che sono morti per altre patologie, o per età molto avanzata. All’estero non sempre fanno così. In Germania, come spiega oggi su questo giornale Alessandro Farruggia, hanno un altro approccio. E tuttavia, il ‘modello italiano’ è stato adottato da molti, e in ogni caso questa è la strada che abbiamo intrapreso, e questa è la strada che dobbiamo seguire. Meglio fermare per un po’ il Paese piuttosto che ritrovarci fra qualche tempo con danni ben più gravi. L’appello a restare a casa il più possibile, evitando le uscite superflue, vale dunque per tutti, e va ripetuto con più forza. Davvero non è il momento per le polemiche. Le forze politiche si possono diversificare per le proposte, ma alla fine debbono marciare tutte nella stessa direzione. In guerra si fa così.

E a questo proposito, ci permettiamo di fare un appello al governatore della Lombardia, Attilio Fontana. Lo abbiamo difeso per la questione dell’ospedale alla ex Fiera di Milano. Ma davvero non lo capiamo quando continua a chiedere al governo misure più restrittive. In Emilia, nelle Marche e in Puglia i governatori (tutti di centrosinistra, fra l’altro) le misure più restrittive le hanno prese di loro iniziativa, senza aspettare il governo, che peraltro non li ha sconfessati. Fontana faccia lo stesso. Perché non dichiara Bergamo e Brescia zone rosse? Che cosa aspetta ancora? È una misura che può prendere da solo, come ha fatto Bonaccini mettendo i posti di blocco dove occorrevano. Ieri Fontana ha chiesto l’esercito al ministero dell’Interno e si è di nuovo appellato al governo. Ma dichiari subito - lui - le zone rosse, altrimenti viene il sospetto (al quale non vogliamo credere) che non si voglia assumere in proprio la responsabilità.