Un distributore di carburante (Ansa)
Un distributore di carburante (Ansa)

Roma, 19 ottobre 2021 - Una frenata, ma che non lascia spazio all'ottimismo. Con il lieve calo delle quotazioni dei prodotti raffinati, si registra questa mattina una pausa di riflessione sui prezzi dei carburanti alla pompa, dopo gli  aumenti dei giorni scorsi (anche ieri erano stati fatti nuovi ritocchi). Più nel dettaglio, in base all'elaborazione di Quotidiano Energia dei dati alle 8 di ieri comunicati dai gestori all'Osservaprezzi carburanti del Mise, il prezzo medio nazionale praticato della benzina, in modalità self, resta a 1,738 euro/litro con i diversi marchi compresi tra 1,737 e 1,750 euro/litro (no logo 1,719). Il prezzo medio praticato del diesel, sempre self, rimane a 1,600 euro/litro con le compagnie posizionate tra 1,599 e 1,610 euro/litro (no logo 1,585). Quanto al servito, per la benzina il prezzo medio praticato va a 1,873 euro/litro (ieri 1,872) con gli impianti colorati che mostrano prezzi medi praticati tra 1,813 e 1,948 euro/litro (no logo 1,767).

Gpl e metano

La media del diesel servito si porta a 1,743 euro/litro (ieri 1,741), con i punti vendita delle compagnie con prezzi medi praticati compresi tra 1,683 e 1,812 euro/litro (no logo 1,635). I prezzi praticati del Gpl vanno da 0,812 a 0,835 euro/litro (no logo 0,800). Il prezzo medio del metano auto si posiziona infine tra 1,581 e 1,879 (no logo 1,571).

Petrolio

Intanto però continua la corsa del petrolio con il Wti che sale dello 0,78% e tocca quota 83.08 dollari il barile, ai massimi dal 2014. Positivo anche il Brent che avanza dello 0,66% a 84.89 dollari. Il greggio è spinto da una forte domanda, soprattutto con la ripresa dei viaggi aerei, e un'offerta ristretta.

Stangata anche in tavola

L'impennata del costo del petrolio e il conseguente rincaro dei carburanti ha un effetto valanga sulla spesa con un aumento dei costi di trasporto oltre che di quelli di produzione, trasformazione e conservazione lungo la filiera, dal campo alla tavola. È quanto afferma la Coldiretti in riferimento al rincaro record delle quotazioni del petrolio, ricordando che in Italia l'85% dei trasporti commerciali avviene per strada. Nelle campagne l'impennata del gasolio agricolo fa raddoppiare i costi per le operazioni di semina che sono scattate da Nord a Sud della Penisola, secondo l'analisi della Coldiretti, ma colpisce anche le attività agricole autunnali che utilizzano il carburante per il riscaldamento delle serre (fiori, ortaggi e funghi), di locali come le stalle, ma anche per l'essiccazione dei foraggi destinati all'alimentazione degli animali. Il rincaro dei costi energetici, aggiunge ancora la Coldiretti, non risparmia neppure i costi di produzione nella filiera agroalimentare come quello per gli imballaggi, dalla plastica e il vetro per i vasetti all'acciaio per i barattoli, fino al legno per i pallet da trasporti e alla carta per le etichette; costi che vanno ad incidere su tutte le diverse filiere.