24 mar 2022

Guerra Ucraina e gasolio: rischio razionamento? Cosa dobbiamo aspettarci

Unem: "Fenomeni di accaparramento nel settore extrarete". Assopetroli: "A rischio il rispetto dei contratti". L'esperto: "Scorte ai minimi, mercato nervoso"

rita bartolomei
Economia

Roma, 24 marzo 2022 - Guerra Ucraina e gasolio: c'è il rischio del razionamento? Gli addetti ai lavori danno risposte diverse, Assopetroli non lo esclude. Su tutto una certezza: "Oggi il diesel si è mangiato un quinto del taglio sulle accise, costa sei centesimi in più", premette Gabriele Masini, direttore del giornale online 'Staffetta quotidiana' che da tanti anni si occupa di fonti di energia. Stessa cosa per la benzina.

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Sommario

Gasolio, cosa sta succedendo

Il Financial Times, ricorda Masini, ha cercato di capire cosa sta succedendo dai principali trader internazionali. "Tutti d'accordo nel dire che quel rischio c'è, se la situazione continuerà ad essere questa, con una domanda molto forte di diesel, il carburante della crescita economica, dalle miniere all'autotrasporto ai lavori agricoli. Parliamo di una prospettiva a livello globale". Tra gli operatori che hanno lanciato l'allarme anche il capo della società petrolifera Vitol, Russell Hardy.

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Accaparramento

In Italia, osservano gli addetti ai lavori,  si è registrato sicuramente un fenomeno di accaparramento nel mercato extra rete, quello all'ingrosso. Strozzature logistiche dovute al timore di un aumento dei prezzi. 

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Unem (Confindustria)

“I rifornimenti di prodotti petroliferi (carburanti e combustibili) sono regolari, non c’è alcun taglio all’offerta", aveva dichiarato nei giorni scorsi Unem (Unione energie per la mobilità) in merito a notizie di contrazione della disponibilità di prodotto sul mercato extrarete. Eventuali problemi, fanno sapere da Unem, sono eventualmente dovuti a colli di bottiglia sul mercato spot extrarete venutisi a creare a seguito a una corsa all’acquisto, determinata probabilmente dalla prospettiva di un ulteriore aumento delle quotazioni e dai timori legati alla crisi ucraina. Tale corsa all’acquisto in alcuni casi ha creato disagi nella regolare programmazione delle attività delle basi di carico”.

Record di domanda

"Nel 2021 - osserva Masini - si è avuto un record storico per la domanda di diesel,  indice della crescita economica. Ma la produzione delle raffinerie non è andata di pari passo, le scorte sono i livelli minimi,il mercato quindi è molto nervoso. Per questo i prezzi schizzano in alto, perché il mercato si aspetta che ci sia un 'corto' di offerte, cioè che l'offerta non riesca a tenere il passo della domanda e che le forniture di gasolio dalla Russia si possano interrompere. Oggi i  prezzi sono già saliti, siamo già a 1.85, il gasolio è aumentato di sei centesimi, mangiandosi in poco tempo un quinto dello sconto per i timori del mercato internazionale".

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Le previsioni

Ma si potrà tornare indietro? Risponde Masini: "Sempre bene non fare previsioni sui mercati petroliferi. Se il contesto è questo, per qualche mese si andrà avanti così".

Assopetroli

Restano i timori dell'associazione, che rappresenta un migliaio di aziende del settore. Già a inizio marzo aveva segnalato "una significativa contrazione della disponibilità di prodotto in extrarete, manifestatasi su numerose basi logistiche e acuitasi a seguito dell’avvio del conflitto in Ucraina. A ciò si aggiunge l’aumento del costo dei carburanti e dei combustibili, che si sta inevitabilmente ripercuotendo sui rivenditori. Le quotazioni dei prodotti petroliferi stanno infatti risentendo dell’incertezza legata all’attuale crisi internazionale".
Conclusione: "La scarsità di carburanti sul mercato rischia di penalizzare interi comparti produttivi, industriali e agricoli, rendendo difficoltoso il rispetto dei contratti da parte dei nostri operatori, che hanno la responsabilità di garantire l’operatività di servizi essenziali e non interrompibili". 
 

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