Le dosi di AstraZeneca
Le dosi di AstraZeneca
Roma, 4 marzo 2021 - Le regioni (presunto) modello della sanità hanno scelto il Drugo come loro super consulente. Ci deve essere per forza l’indolente zampino del pigro protagonista del ‘Grande Lebowski’ dietro alcune delle imbarazzanti campagne vaccinali organizzate dai nostri governatori. Perché mentre le microzone rosse e arancioni scuro spuntano in tutta Italia veloci e fastidiose come le macchie della scarlattina, i vaccini di AstraZeneca restano nei frigoriferi. I dati del ministero della Salute parlano chiaro. In totale sono state somministrate appena il 28,5% delle dosi consegnate.  Da febbraio, quando è arrivato il via libera per il vaccino sviluppato a Oxford, sono state eseguite 431.253 iniezioni sulle oltre 1,5 milioni possibili. È chiaro che qualcosa non sta funzionando. Vaccinarsi non è obbligatorio e...

Roma, 4 marzo 2021 - Le regioni (presunto) modello della sanità hanno scelto il Drugo come loro super consulente. Ci deve essere per forza l’indolente zampino del pigro protagonista del ‘Grande Lebowski’ dietro alcune delle imbarazzanti campagne vaccinali organizzate dai nostri governatori. Perché mentre le microzone rosse e arancioni scuro spuntano in tutta Italia veloci e fastidiose come le macchie della scarlattina, i vaccini di AstraZeneca restano nei frigoriferi. I dati del ministero della Salute parlano chiaro. In totale sono state somministrate appena il 28,5% delle dosi consegnate. 

Da febbraio, quando è arrivato il via libera per il vaccino sviluppato a Oxford, sono state eseguite 431.253 iniezioni sulle oltre 1,5 milioni possibili. È chiaro che qualcosa non sta funzionando. Vaccinarsi non è obbligatorio e molte categorie (professori e forze dell’ordine in primis) non hanno fatto mistero di considerare AstraZeneca – efficace al 62% contro l’infezione – una soluzione di serie B rispetto a Pfizer e Moderna, che raggiungono una protezione del 94-95%. Ma il siero del colosso anglo-svedese protegge al 100% dalle forme gravi

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E allora stupisce che molte regioni siano così indietro con la campagna vaccinale. La Basilicata, stando ai dati del ministero, sarebbe addirittura a zero dosi inoculate, sperando che si tratti solo di un errore di comunicazione. L’Emilia-Romagna ieri ha fatto sapere di aver somministrato 8.459 dosi. Si tratta del 7,8% delle fiale consegnate. Un traguardo non proprio da festeggiare, visto che solo Marche, Calabria e Basilicata hanno fatto peggio. Anche il Veneto e la Lombardia, considerate tra le regioni top per quanto riguarda la sanità, si fermano rispettivamente al 14,8% e 17,9%. Risultati davvero poco lusinghieri, se paragonati a quelli della Toscana, che con il 68,3% guida la classifica. La Campania, che secondo il ministero della Salute nel 2020 è risultata la seconda peggior regione d’Italia per quanto riguarda il servizio sanitario, si piazza addirittura al quarto posto per vaccini AstraZeneca effettuati.

Ma perché alcune regioni stanno riuscendo a distribuire e iniettare il siero di Oxford e altre no? In Emilia-Romagna, ad esempio, 50mila dosi (su 108mila) sono state consegnate direttamente ai medici di base, che più volte hanno ribadito le enormi difficoltà nel mettere in piedi una vaccinazione di massa. Telefonare ai pazienti interessati, fissare un appuntamento e procedere all’iniezione sono operazioni che – assieme ai compiti ordinari – richiedono parecchio tempo. Non stupisce quindi che le punture vadano a rilento. La Toscana, invece, ha già iniziato a proteggere dal virus gli avvocati. Un successo merito anche della semplicità: c’è una piattaforma online che consente di prenotare alle categorie abilitate under 65 la propria fiala.

In Campania, invece, si procede a tappe forzate: nei centri per il vaccino i professori delle scuole vengono convocati giornalmente con l’obiettivo di arrivare a proteggere questa categoria con AstraZeneca entro la fine di marzo. Anche la Sicilia, che ha allestito diversi centri vaccinali e ha a disposizione una piattaforma online di prenotazione molto snella, corre nelle iniezioni.
Le Marche procedono a rilento, perché molti over 80 ritardatari (a cui vanno Pfizer o Moderna) hanno di fatto occupato gli appuntamenti che dovevano essere a disposizione degli under 65 delle categorie abilitate alla vaccinazione. Stessa situazione in Lombardia, dove stanno ancora vaccinando i più anziani e solo i membri delle forze dell’ordine sotto i 65 anni sono stati convocati per l’AstraZeneca. 
La magra consolazione per le regioni-flop però c’è. Il siero del colosso anglo-svedese fatica a conquistare anche francesi e tedeschi. A Parigi e dintorni sulle oltre 1,7 milioni di dosi consegnate ne sono state eseguite appena 273mila. Un risultato perfino peggiore del nostro. In Germania le iniezioni al 23 febbraio sono state 240mila sulle oltre 1,45 milioni possibili. Perché il talento del Drugo, evidentemente, non conosce confini.