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22 giu 2022

Siccità in Italia, le tre cause principali della tempesta perfetta

Meuccio Berselli, segretario generale dell'Autorità distrettuale del fiume Po-MiTE: "Va sostenuta la portata del Delta". I rischi per l'acqua potabile. Il capo della Protezione civile: "Al lavoro sui parametri per lo stato di emergenza". Clima, Ue: "Siccità estrema in Italia, è il momento di agire"

22 giu 2022

Roma, 22 giugno 2022 - La grande siccità del 2022 è solo all'inizio e il governo apre allo stato di emergenza. Le Regioni oggi hanno incontrato il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, che ha spiegato: "Stiamo ragionando sui parametri tecnici per andare incontro alle richieste" del territorio. Le Regioni "che hanno sollecitato lo stato di emergenza. Ricordiamoci che lo stato di emergenza serve a fare delle cose. Si sta lavorando per definire quali sono le attività che seguono allo stato di emergenza che non è un'idea ma consiste in una serie di azioni che vanno fatte. Insieme alla dichiarazione vanno verificate le azioni, ci stiamo lavorando".

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La tempesta perfetta

"Non è ancora cominciata l'estate e siamo in assenza di risorse idriche, è la tempesta perfetta". Così Meuccio Berselli, segretario generale dell'Autorità distrettuale del fiume Po-MiTE, in un video aggiornamento sulla situazione di grave siccità del bacino padano. È la tempesta perfetta, spiega, "perché negli ultimi 6-8 mesi la neve dell'inverno ha raggiunto un picco di meno 60-70%", influendo negativamente sullo "stoccaggio dell'acqua necessaria al riempimento dei grandi laghi regolati. Secondo, non piove nel bacino padano da almeno 120 giorni. Terzo, le temperature sono più alte di 3-4 gradi rispetto alla media del periodo".

Siccità, la secca del fiume Po (Ansa)
Siccità, la secca del fiume Po (Ansa)

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"La soluzione principale è quella di sostenere la portata nel Delta del Po, dove ci sono due fattori determinanti": l'avanzata del cuneo salino e il rischio di scarsità idrica per l'uso potabile che riguarda 750mila persone, spiega Berselli. "L'intrusione del sale - spiega - è già entrato per 21 chilometri perché il livello così basso del fiume permette al mare Adriatico in alta marea di penetrare e di cambiare le caratteristiche della falda, che da acqua dolce si trasforma in salmastra", diventando "inutilizzabile per le colture, quindi con un danno ambientale ed economico. Secondo aspetto è la portata cosi bassa che potrebbe influenzare il prelievo per i potabilizzatori che distribuiscono l'acqua nella parte finale del fiume per 750mila utenti".

È l'esigenza di "mitigare questi due problemi", chiarisce Berselli, che ha spinto l'Autorità a chiedere "il semaforo rosso" e di "tagliare per quanto riguarda il comparto agricolo - che fa il 40% del Pil nazionale - un po' di acqua, il 20%". Questo "dai nostri modelli ci consente di sostenere quel livello, quella portata del Po" vitale per scongiurare rischi per l'idropotabile e un'incursione ancora maggiore del cuneo salino. 

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L'assicurazione obbligatoria

Oggi il ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli in audizione alle Commissioni riunite Agricoltura e Senato, sul settore agricolo ha detto: "Credo sia necessario un percorso di avvicinamento, scandito nel tempo in modo intelligente, all'obbligo assicurativo" . E ha affermato che la richiesta di riconoscimento dello stato di emergenza e di calamità "debbano viaggiare insieme".

Clima, Ue: minacciata la sicurezza alimentare

"La scienza è molto chiara", gli eventi climatici che si stanno verificando in tutta Europa "minacciano la sicurezza alimentare. Guardiamo ai suoli: il 70% è in cattive condizioni e questo limita la produzione di cibo in certe aree. Guardiamo agli impollinatori: uno su tre è in declino, anche se l'80% delle nostre colture dipende da loro. Guardiamo le grandinate in Croazia, le siccità estreme in Italia che stanno portando a un'orribile carenza d'acqua, o al Gota fría in Spagna". Così il vicepresidente della Commissione Ue, Frans Timmermans, in conferenza stampa. "Se non è questo il momento" di agire sul clima, "quando?", ha aggiunto. "La brutale guerra di Putin contro l'Ucraina ha un impatto molto profondo sull'Europa, compreso sul Green Deal. La transizione verso l'energia pulita sta ottenendo un enorme impulso, ma sulla biodiversità, sulla strategia Farm-to-Fork, alcuni vedono la guerra come la scusa perfetta per rallentare", ha osservato Timmermans, sottolineando che "usare la guerra in Ucraina per annacquare le proposte» a tutela del clima e l'ambiente e fare credere agli europei che "sostenibilità significa meno cibo è irresponsabile".

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