Luca Fusi, 22 anni, il ragazzo che è rimasto ucciso nello schianto
Luca Fusi, 22 anni, il ragazzo che è rimasto ucciso nello schianto
di Paola Pioppi TREMEZZINA (Como) Arresti domiciliari per la conducente del motoscafo che venerdì ha causato l’incidente nautico davanti a Punta del Balbianello, sul Lago di Como, costato la vita a Luca Fusi, ventiduenne di Guanzate neolaureato in Economia. Clea Wuttke, la ventunenne belga che era alla guida dell’Nxt20 Mastercraft, da ieri mattina non può lasciare la casa di vacanza di Lenno, in cui stava trascorrendo questo periodo di villeggiatura insieme con alcuni amici. Il provvedimento è stato deciso dal sostituto procuratore di Como, Antonia Pavan, che fin da venerdì ha disposto tutti i...

di Paola Pioppi

TREMEZZINA (Como)

Arresti domiciliari per la conducente del motoscafo che venerdì ha causato l’incidente nautico davanti a Punta del Balbianello, sul Lago di Como, costato la vita a Luca Fusi, ventiduenne di Guanzate neolaureato in Economia. Clea Wuttke, la ventunenne belga che era alla guida dell’Nxt20 Mastercraft, da ieri mattina non può lasciare la casa di vacanza di Lenno, in cui stava trascorrendo questo periodo di villeggiatura insieme con alcuni amici. Il provvedimento è stato deciso dal sostituto procuratore di Como, Antonia Pavan, che fin da venerdì ha disposto tutti i sequestri di mezzi e dotazioni coinvolti nell’incidente.

Le indagini procedono per omicidio colposo e naufragio, quello causato al motoscafo speronato, e la decisione di arrestare la giovanissima conducente scaturisce da una serie di circostanze ancora in evoluzione. Non solo la nazionalità straniera dell’indagata, e l’imminente ripartenza dall’Italia, ma una mancanza di chiarezza su cosa è accaduto in quegli attimi, poco dopo le 17. Ieri in Procura non erano ancora giunte informazioni fondamentali sulla ricostruzione dell’incidente: la velocità dell’imbarcazione, la distanza esatta dalla costa e la posizione dei due motoscafi, ma anche la correttezza delle documentazione di bordo dell’imbarcazione che ha causato lo schianto.

Il motoscafo risulta infatti omologato in Belgio, di proprietà del patrigno della ragazza, e tutta la documentazione e dotazione rispondono alle normative di quello Stato, così come la stessa patente nautica della conducente, è stata acquisita in Belgio. È quindi fondamentale capire se fosse compatibile con le normative italiane. Inoltre a breve sarà svolta l’autopsia sulla vittima, altro passaggio fondamentale per capire cosa sia accaduto al momento dello scontro.

Il Sea Roy 240 da 5 metri, su cui si trovavano i tre ragazzi italiani, era fermo, ed è stato urtato dall’Nxt20 Mastercraft, 7 metri di lunghezza, su cui si trovavano undici ragazzi belgi. Stavano facendo una sorta di festa, c’era musica, e potrebbe essere stato questo il motivo per cui, quando le due imbarcazioni stavano per scontrarsi, non sono state sentite le grida di allarme. Perché fino a quel momento, la barca che avevano davanti, probabilmente in posizione trasversale rispetto alla loro prua rialzata, nessuno l’aveva vista.

L’impatto è stato dilaniante, anche se il motoscafo pare non viaggiasse a una velocità elevatissima, ma sufficiente a investire il Sea Roy e passargli sopra. I due amici di Fusi sono stati sbalzati, lui è rimasto drammaticamente imprigionato nella barca. Venerdì sono stati sentiti tutti i testimoni: non solo i due amici che erano assieme alla vittima, ma anche quelli che erano sul motoscafo che li ha speronati, ed è stato svolto l’alcotest sulla conducente, risultato negativo. Ora il giudice avrà dieci giorni di tempo per interrogare la ragazza: nel frattempo sarà stato possibile avere il primo esito dell’autopsia, e una ricostruzione di massima della dinamica, oltre all’esito delle verifiche sui documenti.