Soccorritori al lavoro sul luogo del disastro a Genova (Lapresse)
Soccorritori al lavoro sul luogo del disastro a Genova (Lapresse)

Genova, 14 agosto 2018 - Gli elicotteri volano su Genova per portare i feriti negli ospedali cittadini, tutti allertati, come accade per i medici di famiglia che anche nella giornata di Ferragosto saranno a disposizione per tutte le evenienze. Per il crollo del ponte Morandi il 118 ha ricevuto il primo allarme alle 11.37 e nell’ora successiva sono arrivate almeno ottanta chiamate di emergenza, mentre in seguito ci sono state tante telefonate di persone che volevano avere notizie di parenti o amici che erano in viaggio in quel momento. Incontriamo il dottor Sergio Caglieris, responsabile regionale del servizio, nella sede presso l’ospedale di San Martino. "Fin dal momento dell’allarme abbiamo coinvolto tutte gli enti del nostro bacino. Sul posto sono andate quaranta ambulanze, sei automediche e sono stati montati due presidi sanitari di pronto soccorso. Abbiamo quindi utilizzato due nostri elicotteri più altri due provenienti dalla Lombardia e dal Piemonte. I feriti sono stati portati qui al San Martino, i più gravi, e agli ospedali di Villa Scassi, Galliera e Voltri. Abbiamo implementato il personale di servizio in ogni settore e siamo tuttora in emergenza. Diversi feriti presentano situazioni molto gravi, politraumatizzati con lesioni serie in ogni parte del corpo".

FOCUS Una strage, chi sono le vittime

Tra i feriti una signora di 75 anni che presenta delle ustioni: era in basso, sotto il ponte, ed è rimasta ferita nel crollo. Non sarebbe in pericolo di vita. Sul luogo della tragedia opera un gruppo di psicologi coordinati dal presidente della Croce Bianca di Rapallo, Fabio Mustorgi, con la dottoressa Elisa Fadda. Mustorgi spiega: "Abbiamo costituito tre punti di intervento. Uno sul luogo della tragedia per il soccorso immediato, il secondo leggermente decentrato e il terzo all’ospedale San Martino con la dottoressa Cristiana Dentone". L’opera degli psicologi è determinante. "La cosa principale - dice Mustorgi - è la massima accoglienza alle persone, sia a quelle coinvolte nell’incidente, sia a chi ne è stato testimone, sia ai familiari delle vittime. Bisogna agire con trasparenza, senza negare i fatti, ma cercando di proteggere le persone che devono elaborare un lutto o che devono farsi uscire dalla testa un ricordo così drammatico”. Un appello il presidente della Croce Bianca lo rivolge alle istituzioni: "Anche questa tragedia dimostra come il volontariato sappia agire al meglio nei momenti del bisogno. Chi pensa di poterne fare a meno o di negare i fondi necessari per la sopravvivenza dei vari enti, è in grave errore. Il nostro lavoro anche in questo caso, come d’altra parte negli altri eventi tragici in Italia, è indispensabile e completo". "La situazione è molto grave - dice la dottoressa Dentone - e il nostro lavoro è solo all’inizio".