Il Pnrr firmato da Mario Draghi
Il Pnrr firmato da Mario Draghi

Roma, 5 maggio 2021 - Il governo ha inviato a Bruxelles il testo definitivo del Pnrr (il Piano nazionale di ripresa e resilienza). Di fatto si tratta del Recovery Plan italiano che farà arrivare al nostro Paese circa 248 miliardi di fondi. Nel pomeriggio si è tenuto l'incontro a Palazzo Chigi sul Pnrr con i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri. Presenti per il governo il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Roberto Garofoli e il ministro dell'Economia Daniele Franco.

Il piano in Pdf

Il corposo documento - che Draghi ha illustrato nelle sue linee essenziali in Parlamento nei giorni scorsi - è stato pubblicato sul sito della presidenza del Consiglio e lo ha trasmesso alla Commissione europea. Il testo, dal titolo 'Italia domani', è lungo 269 pagine. Il documento è firmato in prima persona dal premier Mario Draghi e contiene tutte le misure previste nelle sei missioni di intervento nelle quali si articola.

Debiti P.a.

Per "migliorare ulteriormente" e "realizzare pienamente gli obiettivi di riduzione dei tempi di pagamento" della Pubblica amministrazione "si procederà a implementare l'attività di monitoraggio già in corso" attraverso appositi indicatori desunti dalla base dati del sistema informativo della Piattaforma per i crediti commerciali (PCC)" gestito dal Mef. È una delle novità del Recovery Plan trasmesso a Bruxelles. Il governo si impegna a implementare il set di indicatori "entro il quarto trimestre 2021" e "contestualmente" a "rafforzare l'attività di sensibilizzazione" della P.a. per "accelerare le procedure di pagamento". 

Tax gap

La riduzione del tax gap entra tra le "riforme abilitanti" del Pnrr. "L'evasione fiscale - si legge nella versione inviata alla Ue - aggrava il prelievo sui contribuenti onesti, sottrae risorse al bilancio e introduce distorsioni" nell'economia. Per ridurlo si punta all'ulteriore incentivazione della compliance, con l'introduzione dal 2023 della precompilata Iva, e al potenziamento dei controllo sui contribuenti a maggiore rischio di evasione, con strumenti avanzati di data analysis e con l'interoperabilità delle banche dati. Completa il quadro il federalismo fiscale, a cui si punta a dare attuazione entro l'inizio del 2026.