8 feb 2022

Il figlio deve operarsi. "Dategli sangue no vax"

Modena, i genitori (molto religiosi) credono che nei vaccini ci siano cellule ricavate da aborti. Deciderà un giudice

valentina beltrame
Cronaca
Il procuratore capo della Procura dei minori di Bologna, Silvia Marzocchi
Il procuratore capo della Procura dei minori di Bologna, Silvia Marzocchi

Da una parte il timore che il sangue di persone vaccinate possa rappresentare un pericolo per il loro bambino di due anni, in attesa di un’operazione al cuore che prevede una trasfusione. Dall’altra le convinzioni religiose che li portano a rifiutare la vaccinazioni anti Covid. È stata portata in tribunale una famiglia modenese che – in vista del delicato intervento chirurgico – ha chiesto all’equipe medica del Sant’Orsola di dare al figlio solo sangue di persone non vaccinate. Dall’uso dei feti umani al grafene. Tutte le bufale sui vaccini Gli specialisti dell’ospedale bolognese, infatti, si sono appellati al giudice tutelare di Modena accusando i genitori del piccolo di rifiutare le cure. Così ieri mamma e papà sono stati ascoltati dal magistrato, che ora dovrà decidere se la loro richiesta è lecita oppure se dovranno ’accontentarsi’ del sangue a disposizione della rete regionale. Il bambino, cardiopatico con alle spalle altri interventi chirurgici, dovrà essere sottoposto a un’operazione non urgente ma necessaria e diverse settimane fa i genitori avevano chiesto ai medici – nei confronti dei quali nutrono stima e fiducia – di usare per precauzione solo sangue ’no vax’. Si tratterebbe dunque di uno scrupolo per ridurre ulteriormente i rischi dell’intervento. I genitori, infatti, temono che il sangue dei vaccinati contro il Covid possa nuocere al figlio dato che non si conoscono gli effetti a lungo termine della profilassi. Una tesi avvalorata da due esperti, un ematologo e un medico legale ingaggiati dalla famiglia, secondo i quali non è escluso che la trasfusione con sangue di vaccinati possa rappresentare un rischio. Le loro conclusioni sono quindi già state portate al giudice tutelare. La famiglia vuole inoltre sottolineare che non rifiuta le cure: a loro avviso, la richiesta dovrebbe essere letta solo come un ulteriore accorgimento verso un bambino fragile che deve ...

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