Polizia stradale (foto Imagoeconomica)
Polizia stradale (foto Imagoeconomica)

Roma, 23 ottobre 2021 - Braccio di ferro sul telefonino alla guida nel nuovo codice della strada.  I grillini insistono con la stangata, un loro emendamento al decreto 121 sulla sicurezza infrastrutture prevede multe da 422 a 1.697 euro – che svettano a 2.588 euro "qualora lo stesso soggetto compia un’ulteriore violazione nel corso di un biennio" – con sospensione della patente da una settimana a due mesi. Stessa cosa per chi usi  smartphone o tablet. Argomento rovente, ormai in discussione da  anni. Mentre l’Istat continua a certificare che la distrazione alla guida è tra le cause più frequenti di incidenti stradali, è corsa contro il tempo perché il decreto 121 dev’essere convertito in legge entro il 10 novembre. Pena la sua decadenza. Giuseppe Donina della Lega, in commissione Trasporti alla Camera, è (quasi) certo: "Abbiamo chiesto di togliere quel passaggio. C'è un accordo sostanziale su questo. Vogliamo invece un inasprimento delle sanzioni per chi abusa dei parcheggi disabili. Così ci siamo lasciati giovedì. Vedremo cosa accadrà lunedì prossimo".  Ma anche la Lega nella discussione perde un suo cavallo di battaglia. Non ci sarà l'innalzamento del limite a 150  in autostrada che era stato richiesto da Alessandro Morelli, oggi viceministro. 

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Monopattini

Ed è sempre battaglia campale sul casco per tutti, maggiorenni compresi, uno delle novità in discussione da mesi, tra le più controverse assieme all’obbligo di assicurazione (già prevista per i mezzi in sharing) e sul quale è in corso un approfondimentio al ministero. Il fronte è composito. Da una parte  sindaci e  autoscuole, che  chiedono la protezione a gran voce dopo gli ultimi incidenti mortali. Dall’altra Assosharing – l’associazione della mobilità sostenibile in sharing – che si oppone alla novità invocando proprio le statistiche. In mezzo la politica, che dovrà decidere. La linea morbida dell’accordo raggiunto dalla maggioranza non prevede quell’obbligo ma una serie di accorgimenti tecnici, come frecce, freni, limitazione di velocità, da 25 a 20 chilometri orari. Si dovrebbe arrivare anche a un’identificazione del mezzo, copiando il sistema già adottato dalle ditte in sharing, anche se non si tratterebbe di una vera e propria targa. Si chiede infine di regolamentare i parcheggi. C’è poi chi, come la Lega, vuole  la confisca per i monopattini ’taroccati’. La votazione in Commissione riprende lunedì. Il giorno dopo si dovrebbe arrivare in aula alla Camera. Quindi il passaggio al Senato.

Stangata sul telefonino 

“E’ vietato al conducente di far uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici ovvero di usare cuffie sonore”, recita l’articolo 173 del codice della strada. Che oggi, in caso di infrazione, prevede multe da 165 a 660 euro, mentre la sospensione della patente da uno a tre mesi scatta solo “qualora lo stesso soggetto compia un’ulteriore violazione nel corso di un biennio”. Con la stretta  spinta dai grillini  invece la sospensione sarà immediata, alla prima infrazione, da una settimana a due mesi. Riguarderà l’uso di smartphone, computer portatili, notebook, tablet  "e dispositivi analoghi che comportino anche solo temporaneamente l’allontanamento delle mani dal volante". Con multe da 422 a 1.697 euro. In caso di recidiva in un biennio sanzioni severissime, da 644 a 2.588 euro e sospensione della patente da uno a tre mesi.   Per Luigi Altamura, componente del tavolo comandanti polizia locale in Anci, la stretta "è 
indispensabile per ridurre il numero di incidenti, anche alla luce dell’aumentata sinistrosità post apertura Covid. Sulle strade tornano ad aumentare morti e feriti dovuti anche a tamponamenti e uscite di strada autonome per distrazione. Vero, ci può essdere qualche colpo di sonno ma conta soprattutto il cellulare". La stretta è annunciata da anni. Era l'estate del 2018 quando l'allora ministro dei 5 Stelle Danilo Toninelli annunciava ai giornali: "Via la patente per chi usa il cellulare alla guida".  

Parcheggi

Nel decreto sono previsti anche gli stalli rosa. Quindi i Comuni avranno lacp ossibilità di riservare parcheggi per donne in gravidanza o genitori di minori sotto i due anni. Questi spazi possono avere una limitazione di giorni e orari o essere al contrario fissi. Però  Altamura osserva: "Manca ancora un regolamento di attuazione. Non esiste un segnale stradale per lo stallo rosa. Non solo. Anche il ministero dell'Interno ha fatto notare una lacuna che si presta a possibili abusi, come già avviene anche per i pass disabili. Si parla di donne in gravidanza o genitori ma non si dice che i bimbi sotto i due anni devono essere a bordo. Quindi, in teoria, quel papà o quella mamma potrebbero usare il parcheggio anche per andare a lavorare in centro. Così come  oggi ci sono disabili allettati da mesi o deceduti e ci sono parenti che continuano  a usare i contrassegni".