Gianni Trez (Ansa)
Gianni Trez (Ansa)

Pfaffikon (Svizzera), 28 febbraio 2017 - Dj Fabo non è il solo ad aver scelto il suicidio assistito in Svizzera. Oggi, a mezzogiorno, nella stessa struttura è morto un altro italiano: Gianni Trez, un pensionato veneziano di 65 anni. "Non ha sofferto, era sereno, io e mia figlia gli abbiamo stretto le mani fino all'ultimo", ha detto la moglie Emanuela Di Sanzo, che ha poi ringraziato gli infermieri svizzeri della Dignitas, i volontari veneti dell'Avapo. La donna ha anche lanciato un appello ai parlamentari: "Ora facciano una legge per impedire questi pellegrinaggi crudeli".

Marco Cappato, che oggi si è presentato ai carabinieri per autodenunciarsi, ha precisato di stare "aiutando altre persone". "Due persone in particolare hanno già un appuntamento in Svizzera e noi le aiuteremo, una materialmente, l'altra economicamente", ha spiegato il tesoriere dell'associazione Luca Coscioni

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Casi, a quanto pare, non isolati. Secondo quanto riferito dall'Associazione italiana per il diritto ad una morte dignitosa 'Exit' di Torino, infatti, ci sarebbero altre cinque persone con residenza in Veneto, come Gianni Trez, ad aver preso contatti o avviato le pratiche per arrivare al suicidio assistito nella clinica svizzera che ha accompagnato alla morte il dj Fabiano Antoniani

Fra questi, ha spiegato il presidente Emilio Coveri, ci sono una donna della provincia di Belluno e una di Treviso, oltre ad altre due persone residenti una nel padovano e l'altra nel veronese. Avrebbero già trasmesso le cartelle cliniche alla commissione medica elvetica dalla quale è atteso il via libera. Un quinto paziente, che risiede nel veneziano, è invece allo stato precedente, avendo ad oggi soltanto avanzato una richiesta di informazioni all'associazione.