Scuola d'estate
Scuola d'estate
Roma, 3 maggio 2021 - "Ci aspetta un’estate di superlavoro. I 510 milioni stanziati per tenere aperte le scuole tra giugno e agosto sono un investimento importante in fiducia e partecipazione. Purché non si confondano i piani: l’attività formativa non sarà di tipo tradizionale". Antonello Giannelli, presidente dell’Anp (Associazione nazionale presidi) raccoglie la doppia sfida lanciata dalla pandemia e dal neoministro alla Pubblica istruzione Patrizio Bianchi con il piano estivo "ad adesione volontaria di studenti, famiglie e personale della scuola". Bollettino Covid del 3 maggio: Italia e regioni Covid e viaggi: Ue propone nuove regole. Meno restrizioni e test per i bambini È la formula giusta? "Un piano così ambizioso non potrebbe vivere altrimenti. Sono famiglie e dirigenti scolastici a sapere se in quella...

Roma, 3 maggio 2021 - "Ci aspetta un’estate di superlavoro. I 510 milioni stanziati per tenere aperte le scuole tra giugno e agosto sono un investimento importante in fiducia e partecipazione. Purché non si confondano i piani: l’attività formativa non sarà di tipo tradizionale". Antonello Giannelli, presidente dell’Anp (Associazione nazionale presidi) raccoglie la doppia sfida lanciata dalla pandemia e dal neoministro alla Pubblica istruzione Patrizio Bianchi con il piano estivo "ad adesione volontaria di studenti, famiglie e personale della scuola".

Bollettino Covid del 3 maggio: Italia e regioni

Covid e viaggi: Ue propone nuove regole. Meno restrizioni e test per i bambini

È la formula giusta?

"Un piano così ambizioso non potrebbe vivere altrimenti. Sono famiglie e dirigenti scolastici a sapere se in quella scuola – di quel territorio – c’è o non c’è bisogno di un’offerta formativa adeguata alla stagione: non certo lezioni in senso classico, ma moduli e laboratori educazione motoria, arte, canto, italiano e lingue straniere, media, robotica e competenze digitali".

Ammettiamo che il bisogno socio-educativo emerga. E se poi i prof restano a casa?

"I docenti non possono essere costretti a svolgere attività al di fuori degli obblighi contrattuali, che a luglio e agosto prevedono fruizione delle ferie, eventuali attività organizzative collegiali o corsi di recupero. Il Piano nasce con altre premesse e infatti consente il più ampio coinvolgimento di educatori esterni con specifiche competenze anche appartenenti al terzo settore".

I sindacati della scuola stanno sul chi va là. Anche voi presidi siete poco entusiasti?

"Semplicemente, qualsiasi esercito ha bisogno di riposarsi tra una battaglia e l`altra. E questo principio, valido sempre, lo è ancora di più per il personale della scuola reduce da mesi difficilissimi, tra aperture, chiusure, dad, programmi da ricalibrare in corsa. Il Piano estate, che ha una sua specifica valenza, non può diventare il pretesto per considerazioni di retroguardia. Perché il vero obiettivo di questo sforzo collettivo è il recupero della socialità dei ragazzi massacrata dalla pandemia. E quindi il maggior impegno di presidi e docenti andrà adeguatamente compensato".

Quante scuole aderiranno?

"Difficile pronosticarlo. Dipende tutto dall’utenza"

Faccia un esempio.

"A Roma, negli istituti del centro, laddove è presumibile che la maggioranza delle famiglie abbia già progetti estivi per i figli, non credo che la domanda di servizi sarà alta".

In periferia invece?

"Scenario opposto. Negli istituti dei quartieri più popolari, laddove la pandemia ha aggravato disagi e prospettive, crescerà la richiesta dei genitori affinché i figli siano coinvolti in attività educative e di aggregazione".

Morale?

"Ai Parioli forse scuole chiuse, a Tor Bella Monaca probabilmente aperte. Del resto in tante aree del Paese la scuola svolge da tempo anche in estate il suo ruolo di agente sociale. Con presidi e professori perfettamente connessi ai bisogni di comunità".

Una famiglia che voglia la scuola aperta e luglio e agosto a chi deve farlo sapere?

"Il primo passo è informare i rappresentanti dei genitori in Consiglio d’istituto. L’alternativa è contattare direttamente il dirigente scolastico".

Vi aspetta un grande lavoro: più risorse, certo, ma anche più criticità?

"La prima è di tipo organizzativo. Dei 510 milioni stanziati, 150 vengono dal Decreto sostegni, 40 dal fondo per il contrasto alla povertà educativa, e ben 320 dal Pon, vedi alla voce risorse europee, con tutto ciò che ne consegue in termini di complessità e rendicontazione".

Le domanda al Pon vanno presentate entro il 21 maggio: basterà l’helpdesk ministeriale a agevolare le scuole per le pratiche, o c’è il rischio di perdere i fondi per errori e ritardi?

"La gestione di risorse Ue richiede capacità tecnico-amministrative fuori dalle competenze ordinarie del personale Ata, da anni sotto organico, sino al punto di coprire i vuoti con l’avanzamento di bidelli diplomati. Purtroppo la situazione è questa".

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