Covid, i bambini non sono poi così contagiosi
Covid, i bambini non sono poi così contagiosi
La pandemia investe anche l’età pediatrica, ma niente paura, i casi gravi tendono a zero e non c’è un sensibile incremento di contagiosità da imputare alle mutazioni di cui tanto si parla in questi giorni. Andrea Campana, direttore del reparto Covid-19 dell’Ospedale Bambino Gesù a Palidoro, smonta le fake news, e raccomanda alle madri nervi saldi. Covid: il bollettino con i dati del 4 marzo Le varianti sono così contagiose? "Nel mondo adulto è stato dimostrato. Nell’infanzia la malattia è molto lieve, spesso asintomatica, e i bambini non sono così...

La pandemia investe anche l’età pediatrica, ma niente paura, i casi gravi tendono a zero e non c’è un sensibile incremento di contagiosità da imputare alle mutazioni di cui tanto si parla in questi giorni. Andrea Campana, direttore del reparto Covid-19 dell’Ospedale Bambino Gesù a Palidoro, smonta le fake news, e raccomanda alle madri nervi saldi.

Covid: il bollettino con i dati del 4 marzo

Le varianti sono così contagiose?

"Nel mondo adulto è stato dimostrato. Nell’infanzia la malattia è molto lieve, spesso asintomatica, e i bambini non sono così contagiosi come qualcuno vorrebbe farci intendere. I casi aumentano in età evolutiva quando si abbassa la guardia, sostanzialmente fuori dalle scuole. Nel mio reparto abbiamo riscontrato solo sporadici riconducibili a contatti in ambito scolastico. Molto, molto più spesso viene coinvolto l’ambito familiare".

Eppure circolano tanti ceppi diversi del virus.

"Ce ne sono e ce ne saranno sempre di più: variante lombarda, campana, nigeriana, bresciana, ma cambia poco. Queste forme isolate, numericamente poco rappresentate, si aggiungono a quelle preponderanti, che sono arrivate anche da noi: l’inglese, e in misura minore la brasiliana e la sudafricana. Nella Regione Lazio però, nulla che abbia modificato in maniera sostanziale il quadro generale della malattia o mostrato una maggiore diffusività. Questo si è avuto sia per i ricoveri, sia per gli accessi al pronto soccorso".

Che genere di casi osservate?

"Situazioni complesse, in genere sono quadri respiratori con polmonite. Molto più rare le Misc, infiammazioni che possono insorgere a distanza di settimane, con tampone negativo, e che a volte conducono in rianimazione. Come terapie ricorriamo al cortisone e alle immunoglobuline, da non confondere con gli anticorpi monoclonali o il plasma da convalescente".

Si parla tanto di difese immunitarie. Dobbiamo temere ricadute, infezioni di ritorno tra chi ci è già passato?

"Nessun bambino, tra i nostri degenti, ha avuto reinfezioni, nessuno che abbia contratto il Coronavirus due volte. Ho rivisto invece bimbi guariti dal Covid, che si sono ripresentati per problemi di altra natura".

Ad esempio?

"Abbiamo avuto appendiciti, peritoniti, meningiti che sono arrivate tardi in ospedale, i genitori hanno esitato troppo nel timore dei contagi".

Le mamme insomma dovrebbero stare tranquille e affidarsi con fiducia alle cure?

"Diciamo che eviterei di spaventare l’opinione pubblica. Nella pratica, con le varianti, poco o nulla cambia come gravità, mentre per l’indice di trasmissione monitoriamo, e presto capiremo. Gli allarmismi si diffondono indipendentemente dalla nostra volontà, però almeno richiamano l’attenzione sui comportamenti. Anche per quanto riguarda il vaccino, per chi l’ha fatto, direi che è valido anche nei confronti delle varianti del virus".