Coronavirus (Ansa)
Coronavirus (Ansa)

Roma, 28 febbraio 2020 - L'Organizzazione mondiale della Sanità ha elevato ora il rischio globale del coronavirus a "molto alto". Lo ha detto il direttore generale dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus nel briefing a Ginevra sull'epidemia. - "Il continuo aumento nel numero dei casi e del numero dei paesi affetti negli ultimi giorni sono motivi di preoccupazione - ha precisato -. Seguiamo costantemente con i nostri epidemiologi lo sviluppo e abbiamo ora modificato la nostra valutazione del rischio di diffusione e di impatto di Covid-19 da alto a molto alto a livello globale".

"Epidemia ancora contenibile"

L'epidemia si sta allargando, conferma il portavoce dell' Oms, Christian Lindmeier: il coronavirus potrebbe raggiungere la maggior parte "se non tutti i Paesi" del mondo. Ma "abbiamo ancora la possibilità di contenerla, se azioni forti vengono prese per individuare i casi precocemente, isolare e curare i pazienti e tracciare i contatti", assicura Ghebreyesus. 

Rischio Africa 

Un appello a tutti i governi arriva dal segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres. "Questo è il momento di chiedere i fare tutto il possibile per fermare la trasmissione, e di farlo ora. Non siamo ancora in una pandemia, ma la finestra di opportunità per evitarlo si sta restringendo". La preoccupazione "riguarda soprattutto i Paesi in via di sviluppo, in particolare in Africa". 

I casi di 'esportazione' italiana

Ad oggi 50 Paesi nel mondo sono stati toccati dal contagio. Da ieri ci sono cinque nuovi Paesi che hanno diagnosticato i primi casi di Covid19. Casi che sarebbero "tutti legati all'Italia". "Da ieri Danimarca, Estonia, Lituania, Paesi Bassi e Nigeria hanno registrato i loro primi casi di Covid-19 - fa sapere Ghebreyesus - tutti avevano legami con l'Italia: 24 casi sono stati esportati dall'Italia in 14 Paesi, 97 casi dall'Iran a 11 nazioni".

Naturalmente, "Nessun Paese è responsabile di un'epidemia - ha precisato Mike Ryan, a capo del Programma di emergenze sanitarie dell'Oms- nemmeno gli animali hanno colpa se diffondono un virus". E perché "bisogna fare attenzione al linguaggio che usiamo in questo momento di difficoltà, perché lo stigma non sarebbe di alcun aiuto". 

Vaccini, verso i primi risultati

Buona notizia sul fronte dei vaccini. "Il lavoro per la ricerca di un vaccino e per delle terapie sta progredendo -  informa Ghebreyesus - oltre 20 vaccini sono in sviluppo, e si effettuano test clinici su diverse terapie. Ci aspettiamo i primi risultati in poche settimane". In ogni caso "non dobbiamo aspettare vaccini o terapie, ci sono cose che ogni individuo può fare per proteggere se stesso e gli altri".