Maschere e tute di protezione per il personale sanitario (Ansa)
Maschere e tute di protezione per il personale sanitario (Ansa)

Roma, 23 febbraio 2020 - Aumentano i numeri del contagio da Cononavirus in Italia. Al di là delle regole del difendersi, come ci si cura? In attesa di un vaccino si stanno sperimentando diversi tipi di antiretrovirali.

Quanto dura il ciclo vitale del virus?

"Come accade per una normale influenza, è possibile che il coronavirus sparisca con l’arrivo delle temperature estive – spiega Pierangelo Clerici, presidente AMCLI (Associazioni Microbiologi Clinici Italiani) –. È quanto hanno dichiarato nelle scorse settimane alcuni studiosi britannici" . Il Covid19 resiste in ambiente esterno pochi minuti, massimo un’ora o due, secondo autori tedeschi che hanno svolto studi in questo senso (diversamente dal virus dell’epatite B, che può perdurare diversi giorni).
"Questo Coronavirus – chiarisce Carlo Federico Perno, virologo dell’Università Statale di Milano – alberga nelle goccioline di saliva, passa da un individuo all’altro seguendo le vie respiratorie, entra a contatto con le mucose nasali o faringee, scende e infetta le cellule polmonari, peculiarità tipica della Sars e della Mers. Cresce a 37 gradi e produce miliardi di particelle che nell’arco di poche ore vanno a infettare altre cellule".
Periodo di incubazione medio di 5 giorni, può arrivare a 13, ecco perché la quarantena è fissata in 14 giorni.

Qual è il tasso di mortalità?

L’infezione ha un tasso di letalità del 2% in Europa, secondo dati Oms, cioè muoiono due malati su cento. Nell’80% dei casi provoca sintomi lievi, nel 14% causa una polmonite severa, nel 4% un quadro di sofferenza multi-organo. In Cina i dati indicano un 5% di letalità. 
"Nell’anziano l’infezione da Coronavirus può essere più aggressiva per via della senescenza del sistema immunitario – spiega Raffaele Antonelli Incalzi, presidente SIGG, Società italiana di geriatria –. Nelle casistiche cinesi i deceduti sono più anziani dei sopravvissuti, sebbene siano presenti anche decessi in giovane età".

Il tampone si fa a casa o in ospedale?

Le linee guida consigliano di effettuare tampone nasofaringeo, tampone faringeo e raccolta dell’espettorato al domicilio del paziente. Nei casi sospetti saranno i sanitari, allertati dal medico di famiglia, o in alternativa dai numeri di pubblica assistenza, a presentarsi al letto del malato, protetti dal rischio contagio. "La tecnica consiste nell’introdurre un bastoncino tipo cotton fioc nel cavo orale per prelevare materiale biologico che sarà raccolto in una provetta", spiega Pierangelo Clerici, presidente AMCLI (Associazioni Microbiologi Clinici Italiani). 

Quali sono le terapie a disposizione?

Mancano terapie specifiche per il Coronavirus che provoca una polmonite interstiziale impegnativa anche nelle persone giovani. Si stanno sperimentando antiretrovirali impiegati con successo per patologie simili, la clorochina antimalarico e il plasma purificato prelevato da pazienti giù immuni. 
La terapia intensiva in ospedale, necessaria nei casi acuti, consiste in flebo per sostenere le funzioni metaboliche, renali, i pazienti sono intubati (ventilazione assistita), ma in ultima analisi è l’organismo che deve reagire sviluppando anticorpi contro il virus, in assenza di medicine e nella speranza che sia disponibile in futuro un vaccino.

Chi non ha i sintomi è contagioso?

Secondo fonti autorevoli, è possibile aver contratto l’infezione da Coronavirus in maniera totalmente asintomatica, cioè senza presentare febbre o deficit respiratorio con tosse e fiato corto, e contagiare altre persone ignare, che invece potrebbero ammalarsi anche gravemente. Per questo occorre raccomandare cautela anche a tutte quelle persone che apparentemente stanno bene, invitando la popolazione delle aree dove si sia riscontrato un rischio di focolaio infettivo a intraprendere misure di distanziamento sociale
Nello specifico si tratta di: evitare il contatto ravvicinato con altre persone che soffrono di infezioni respiratorie, evitare luoghi affollati, lavarsi spesso le mani con acqua, sapone e disinfettanti, evitare di toccarsi occhi, naso e bocca con le mani, coprirsi bocca e naso in caso di starnuto o colpi di tosse, curare particolarmente l’igiene dei luoghi dove si soggiorna, ventilare gli ambienti prima di soggiornarvi per favorire il ricambio d’aria negli spazi occupati..