Concerti a San Siro. C’è chi dice no: basta caos. Ma Vasco gliele canta: "Divertirsi non fa male"

Gruppo di residenti pronto a ricorrere al Tar: in estate ci saranno troppi live. Il rocker sui social difende ’il fronte del palco’. Sette i suoi spettacoli in agenda. Il sindaco Sala si schiera con il Komandante: "Il programma è già definito".

Concerti a San Siro. C’è chi dice no: basta caos. Ma Vasco gliele canta: "Divertirsi non fa male"

Concerti a San Siro. C’è chi dice no: basta caos. Ma Vasco gliele canta: "Divertirsi non fa male"

"Io sono ancora qua. Eh già". Citando una sua canzone, bisogna dare atto a Vasco Rossi che quando si tratta di difendere il rock nello stadio di San Siro, il rocker di Zocca non si tira mai indietro e scende sempre in campo. È successo anche questa volta, tramite social, uno dei mezzi di espressione preferiti dal Blasco, che giovedì sera ha preparato un paio di ’stories’ sul suo profilo Instagram ispirate da un articolo del ’Giorno’ di martedì. Il pezzo svelava che alcuni residenti della zona di San Siro sono pronti a presentare un ricorso al Tar contro il Comune di Milano perché a loro modo di vedere i 29 concerti finora programmati la prossima estate nei tre impianti dell’area – lo stadio Meazza, l’ippodromo La Maura e l’ippodromo Snai San Siro – sarebbero troppi. Gli ambientalisti del quartiere hanno scritto all’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi paventando il ricorso alle vie legali per il numero troppo elevato di eventi live estivi.

Vasco – recordman di presenze nella Scala del calcio con 29 concerti dal 1990 al 2019, atteso a giugno per altre sette date nello stadio di Milano – mostra l’articolo e commenta polemico, a voce, con ironia e sarcasmo: "Eccoci qua. Allora l’Italia è l’unico Paese al mondo – Milano più che altro – dove si pensa che gli spettacoli siano troppi. Quindi bisogna farne meno, perché altrimenti ci si diverte troppo. Bisogna eliminare gli spettacoli". Non solo. Nella prima storia su Instagram compare la scritta ’Bisogna restare a casa a piangere davanti al telegiornale’ e nella seconda il Komandante compare in una vecchia esibizione al Meazza mentre dice al pubblico "Finalmente a San Siro… Sssss… Piano piano piano..." facendo il gesto di stare in silenzio con un dito.

Sì, perché non è la prima volta che il signor Rossi polemizza con i cittadini che si schierano contro i concerti, per il troppo rumore o per il troppo traffico che gli spettacoli provocherebbero nell’area di San Siro. Lo scontro più duro si è registrato prima dei due concerti della rockstar al Meazza il 21 e 22 giugno 2007. Vasco, in risposta ai residenti che avevano presentato un esposto in Procura per il livello di decibel troppo alto chiesto dall’artista, disse a ’Striscia la Notizia’ che "la musica non è rumore. I concerti li facciamo lo stesso". Così fu e sugli spalti di San Siro comparve lo striscione ’Basta poco per farli inkazzare. Alza il volume e faccia cantare’. Ancora polemiche dopo i quattro concerti a San Siro del giugno 2011. Anche in quel caso Vasco non fu tenero con i residenti anti-concerti: "Sono quattro sfigati, per non dire di più. Come si fa a impedire la musica?".

Siamo nel 2024 e ci risiamo. Vasco scende di nuovo in campo in nome del rock. Le sette date a San Siro – 7, 8, 11, 12, 15, 19 e 20 giugno – sono già tutte ’sold out’ e faranno registrare un nuovo record al ’Re di San Siro’: nessun artista, prima di lui, era riuscito a esibirsi per sette volte in una sola estate nella Scala del calcio. E con i sette show del prossimo giugno, il rocker emiliano raggiungerà quota 36 concerti al Meazza, oltre allo show alla Maura del 24 maggio 2022. Inarrivabile. Il ’fronte del palco’, quando si tratta del rock a San Siro, vede Vasco sempre in trincea. Il sindaco Beppe Sala si schiera con lui: "Per il 2024 la programmazione dei concerti è fatta e non c’è da discutere". Appunto. "Io sono ancora qua. Eh già", direbbe Vasco.