Il professore Massimo Galli del Sacco
Il professore Massimo Galli del Sacco

Milano, 17 marzo 2021 - Massimo Galli, infettivologo dell'ospedale Sacco e dell'università Statale di Milano, è intervenuto sul tema del vaccino Astrazeneca sospeso: "A meno che ci sia qualcosa che non sappiamo o non ci viene detto", quanto accaduto sul siero di Astrazeneca "è stata una drammatica bufala per le conseguenze che ha comportato" nelle campagne vaccinali contro Covid-19.

Per Galli la scelta di sospendere il vaccino prodotto dall'azienda anglo-svedese, decisa dall'Italia e da diversi altri Paesi europei, "è stata purtroppo una scelta politica - commenta il docente della Statale di Milano all'Adnkronos -. Da questo punto di vista è una cosa abbastanza triste. Faccio fatica a pensare - aggiunge Galli - che ci sia qualche tecnico serio che, guardando questi dati", quelli noti, "avrebbe dato un'indicazione" come lo stop disposto in più nazioni dell'Ue "creando questo genere di allarme".

Si può dunque sperare che domani l'Agenzia europea del farmaco Ema confermerà la sicurezza del vaccino di Astrazeneca, e l'assenza di un nesso causale fra la sua somministrazione e i gravi eventi tromboemolitici segnalati? Galli ritiene di sì, a meno che "ci sia qualcosa che non sappiamo o non ci viene detto". 

Il bollettino del 16 marzo ha segnato oltre 500 morti legati al Covid, un dato alto che "purtroppo nei prossimi giorni è destinato a impennarsi in modo piuttosto netto - sottolinea l'infettivologo dell'ospedale Sacco. Questi numeri dei decessi legati alla nuova ondata della pandemia "fanno parte di un trend classico di questa epidemia - spiega Galli -. Tutte le volte che si riaccende questa pandemia, e poi si inizia ad avere l'incremento dei morti. Quando si comincia ad avere un certo numero di persone per le quali è stato fatto il possibile, ma quel possibile è stato insufficiente, ecco che si impenna il numero dei morti".

Bollettino Covid del 17 marzo 2021

Di che portata sarà l'impennata dei morti nei prossimi giorni? Presumibilmente avverrà come in passato "in proporzione ai ricoveri e al fattore tempo" commenta Galli, senza però procedere in previsioni numeriche, visto che quello dei morti non è sicuramente un numero sul quale esercitarsi in matematica. Morti maggiormente legati alla variante inglese del virus: "In tutto questo periodo abbiamo sostenuto e ritenuto il contrario - riconosce Galli - però c'è qualche elemento che purtroppo porta in quella direzione".