Bene bene.

Liberi tutti di continuare a discutere, sotto, sul dopo Arrivabene, su Bin8, sulle colpe di Caio e Sempronio eccetera.

Ma, sicuro di irritare la maggioranza dei numerosissimi frequentatori di questo ameno luogo, ospito di seguito il contributo del cloggaro Marco Santini a proposito del secondo atto della Formula E.

Poi, se uno pensa che la Formula E è come il jazz, piace solo a chi la fa (cit.), ah, io non mi oppongo.

Buon week end.

MARCO SANTINI SCRIPSIT

Amici del Clog bentrovati! Ringraziando come sempre il Maestro per lo spazio concesso, rubo la parola ad Electro per andare nuovamente sul tema… elettrico. Nello specifico, in attesa del riscontro della “pista” di Marrakesh sull’ordine delle forze in campo, sono andato a cercare curiosità e statistiche prodotte dalla serie in questi quattro anni, in relazione al nostro amato circus.

Numeri alla mano, vi porto un breve confronto tra i risultati ottenuti da chi ha militato in entrambe le categorie, al netto dei mezzi guidati. Se nessun pilota finora è riuscito a vincere sia in Formula 1 che in Formula E, con Felipe Massa che si candida ad essere il primo a poterci riuscire, c’è però chi è riuscito ad ottenere una pole da entrambe le parti ed è il nostro Jarno Trulli. Il pilota con il miglior piazzamento in Formula 1 ad aver vinto almeno una gara di Formula E è invece Nelson Piquet Jr., grazie al suo secondo posto con la Renault in una pazza gara ad Hockenheim nel 2008, soltanto pochi mesi prima del celebre crash-gate di Singapore. Tra l’altro, tornando a Felipe, Nelsinho divise sul podio proprio Hamilton e Massa, i due contendenti al titolo, togliendo al ferrarista due punti che gli sarebbero poi costati il titolo a Interlagos. A proposito di storiche lotte titolate, la Formula E nella sua prima stagione ha riportato in pista il trio Senna-Prost-Piquet a distanza di 23 anni, con risultati che lascio a voi giudicare.

Chi debutterà invece questo weekend in Marocco è Pascal Wehrlein, nuovo pilota Mahindra che prenderà il posto del giovane Felix Rosenqvist. Lo svedese abbandona la formula elettrica in direzione Indycar dove troverà l’ex alfista Marcus Ericsson e, in occasione della Indy 500, un certo Fernando Alonso (per il quale, come per l’ex collega Nico Rosberg, non si esclude un futuro elettrico). Il tedesco di scuola Mercedes invece, già campione DTM e pilota di F1 con Sauber e Manor, è stato appena annunciato dalla Ferrari come addetto al simulatore. Ruolo particolarmente importante quest’ultimo, in una F1 senza test, che negli ultimi anni ha contribuito al rilancio delle carriere di piloti quali Gutierrez, Giovinazzi e Kvyat. Più o meno direttamente, c’è della Formula E in ognuno di questi piloti. Gutierrez ha corso in Formula E tre gare nella terza stagione con Techeetah, ottenendo punti. Giovinazzi proprio a Marrakesh ha partecipato un anno fa ad una sessione di test con il team Virgin nel quale già corre Sam Bird, pilota AF Corse Ferrari con le GT a Le Mans. Se insomma il gruppo FCA decidesse di entrare nel campionato elettrico, magari col marchio Maserati, avrebbe una coppia già potenzialmente pronta. Kvyat avrà invece come compagno di squadra al suo ritorno in Toro Rosso il rookie Alexander Albon: l’anglo-thailandese, terzo in F2 nel 2018 dietro a Russell (Mercedes) e Norris (McLaren), ha rescisso a poche settimane dal via del campionato il contratto che lo legava a Nissan per la stagione 2018-19 di Formula E.

Venendo alla stretta attualità, sabato si correrà a Marrakesh per il secondo round della quinta stagione, laddove ci si aspettano conferme da BMW e Techeetah tanto quanto voglia di riscatto da Audi e da Felipe Massa. Il primo round è stato certamente condizionato dalle qualifiche bagnate, che hanno portato ad una insolita griglia di partenza, e dall’incognita dell’Attack mode in un confusionario ma intrigante debutto. Per gli interessati, l’appuntamento con la seconda gara della stagione è per sabato alle ore 16.