1. Allora, scrivo al volo avendo appena appreso della retrocessione di Vettel di tre posizioni sulla griglia di partenza causa episodio che lo ha coinvolto con Sainz.
    A me francamente pare una sanzione esagerata: lo stesso spagnolo della Renault, si veda dispositivo della sentenza, si era detto certo della buona fede del collega, che proprio non aveva interesse a danneggiarlo.
    Tant’è.
    Piove sul bagnato.
    E non starò qui a sottolineare che l’avevo detto. Non ha valore, se non in chi è totalmente sprovvisto di cultura dell’automobilismo, fare cinema sul Leclerc che verrà.
    Quando altro è il problema! Visto che Vettel era terzo pre sanzione e Raikkonen quarto, mica nono.
    Quello che vanamente ho tentato di spiegare, per l’ennesima volta!, è che il problema Ferrari non è chi la guida.
    Accidenti!
    Ma debbo essere solo (o quasi) a temere che il guaio si chiami Mercedes?!?
    In Austria non c’è gommina e le Frecce d’Argento stanno davanti e se Bottas fa la pole, lui e non Hamilton, significa che è la macchina a garantire un vantaggio.
    Io la penso così e non cambierò parere. Così come penso, sempre orgogliosamente da solo, che Leclerc sulla Rossa meglio di quarto non avrebbe fatto e inoltre spero dal 2019 in Ferrari gli saranno perdonate le cappelle che ha combinato fin qui a Zeltweg, perché se punti su un ragazzo (e a me sta bene) allora devi dargli il tempo di crescere, pure sbagliando.
    Io glielo darò e ovviamente sarò di nuovo leopardianamente solo a procombere (mi scuso per il recente uso smodato di citazioni, invecchiando uno va a rileggersi i classici, non è che il mondo è nato col web e mi dispiace per i leoni da tastiera).
    Sulla ingiustizia della retrocessione in griglia a carico del povero Seb già ho detto.
    “Sempre bisogna chiedersi chi amministra la giustizia”.
    Interessante la tirata di Ricciardo contro il muretto Red Bull, reo di privilegiare Verstappen.
    Ma benedetto ragazzo, adesso te ne accorgi?
    Ps. Comunque, “i punti si prendono alla domenica”.