Fernando Alonso ha vinto la sua ultima corsa quasi cinque anni fa.

Nel 2013 con la Ferrari.

Recentemente un caro grande meccanico, il mitico Cuoghi, quello che seguì Lauda dalla Ferrari alla Brabham all’epoca del clamoroso addio a Maranello dell’austriaco, ecco, il simpatico Cuoghi mi ha detto: ‘Ho seguito lo spagnolo quando ancora era nelle categorie minori, è incredibile abbia vinto così poco rispetto al suo enorme talento, si è buttato via seguendo consigli sbagliati di gente sbagliata’.

E sia.

Di sicuro, qualunque sia il gradimento nei confronti del personaggio, io nel week end faccio il tifo per Alonso.

Alla 24 Ore di Daytona.

In qualifica non è stato fortunato con la Ligier, ma come ho già detto all’epoca della sua avventura alla 500 Miglia di Indy a me garba l’idea di un pilota che non limita le sue attenzioni alla Formula Uno.

Ovviamente, conosco l’obiezione ed è già stata affrontata in questa sede: lo spagnolo si trastulla con l’idea della Tripla Corona semplicemente perchè ha compreso che con la McLaren di Gran Premi non ne vincerà.

Ma anche se fosse così (e probabilmente è così), io ricordo l’Andretti (Mario) di una volta o Amon (ah, l’arrivo in parata delle Ferrari alla Daytona del 1967!) e immagino che la passione sia la molla vera.

Quindi vai Fernando e che la Forza sia con te.

Ps. Da Daytona una volta ci sono passato. Mi venivano in mente i racconti di Franco Lini e di Mauro Forghieri. La memoria è sempre bellissima, a patto di ricordare a noi stessi che le cose cambiano, il mondo va avanti. Poi, se stia andando, Formula Uno compresa, nella giusta direzione, ecco, questo è il problema, my friends…