Oggi, per la prima volta dopo 14 anni, ho rimesso piede nel paddock di Imola.
Ero già tornato al circuito, per eventi vari. Ma rivedere i box aperti (erano già arrivati i materiali dei team) mi ha restituito una emozione dimenticata.
Guardavo i cartelli con i nomi Hamilton/Vettel/Leclerc eccetera sugli ingressi dei garage e in un attimo ho rivisto me stesso davanti a indicazioni che segnalavano le presenze di Senna/Prost/Mansell/Alboreto/Piquet…
Ho fatto un giro del circuito, seguito dal drone di Sky. La variante Villeneuve. La Rivazza. La Tosa. Il crudele Tamburello.
Avevo il groppo in gola che non andava più ne’ giù ne’ su.
Poi il cellulare ha fatto beep.
Ho letto che prossimamente la Formula Uno andrà a correre in Arabia Saudita.
In Arabia Saudita.
E vi diranno, i nuovisti e gli imbecilli che sempre lamentano i riferimenti alla memoria, perché sono troppo ignoranti per capire che la cultura è un valore, eh, sì, vi diranno che bisogna parlare del presente, e che cavolo!
Invece io penso che a Imola ci hanno vinto Jim Clark e Niki Lauda, Elio De Angelis e Riccardo Patrese, Senna e Schumi.
In Arabia Saudita, mi farete sapere