1. Oggi, martedì, pubblico sui miei giornali (Il Resto del Carlino, La Nazione, il Giorno) una intervista a Charles Leclerc.
    Ho parlato con lui insieme ad altri colleghi.
    Ecco il testo per la carta stampata.
  2. Sinceramente, mai avevo inaugurato una conversazione con un pilota di Formula Uno parlando di una mamma. La mia: ha 92 anni, è lucidissima e ogni tanto mi chiede quando la Ferrari tornerà a vincere. Ho girato la domanda a Carletto Leclerc. Così…
    Debbo dire a mia madre di tenere botta fino ai cento?
    “Ma no, dai -ride il Principe di Monaco, nuovo idolo dei fans della Rossa- Anzi, io sogno di laurearmi campione già in questo 2020!”
    I test pre campionato però non sono stati esaltanti.
    “Beh, noi abbiamo lavorato per essere più forti nelle curve. Abbiamo perso un po’ di velocità sul dritto. C’è tanto da fare, ma questo vale per tutti”.
    Virus permettendo, che gara ti aspetti il 15 marzo a Melbourne?
    “Nessuno conosce con precisione a che livello siano gli altri. In Ferrari cerchiamo l’equilibrio giusto sulla monoposto, in modo da essere competitivi su qualunque tipo di tracciato”.
    Dovrete anche ridurre gli errori, nel 2019 sono stati tanti, fra box e pista.
    “Mi auguro non sprecheremo più occasioni. L’anno scorso ho commesso degli sbagli e lo so. Voglio assolutamente evitarli. Mi sto allenando per essere perfetto. E la squadra idem”.
    Intanto la Mercedes ha tirato fuori il Das, il volante flessibile. Sei rimasto impressionato?
    “Come driver non avevo mai immaginato una soluzione simile. Vedremo se procurerà davvero dei vantaggi”.
    Dodici mesi fa eri al debutto con il Cavallino. Ora hai in tasca un contratto fino al 2024. Avverti la differenza?
    “Sapere che resterò a lungo a Maranello mi trasmette tranquillità e consolida le mie motivazioni. Ho una visione più ampia delle cose, ecco”.
    Vettel, il tuo compagno, sta in una situazione opposta. Ha il contratto in scadenza. Ti auguri rimanga accanto a te anche oltre il 2020?
    “Senti, io mi trovo molto bene con Seb. Credo che abbiamo trovato un giusto equilibrio nella nostra relazione. Poi, a me spetta fare il pilota. Ci sono decisioni che spettano alla Ferrari e io le rispetterò. Aggiungo che, alla mia età, posso ancora imparare tanto da più di un collega”.
    Ma adesso sei una star, un anno di Ferrari e la tua popolarità è schizzata alle stelle.
    “Mi alleno come prima, faccio la vita di prima, anzi, mi alleno di più perché l’esperienza aiuta a crescere. Sono a mio agio nel ruolo che ho”.
    Cosa rispondi a chi dice che si’, nel 2019 hai fatto tante pole ma hai vinto solo due Gran Premi?
    “Sono d’accordo. La pole è bella, la vittoria di più”.
    A proposito di vittorie. Il tuo coetaneo Verstappen ha affermato che Hamilton non è Dio, lo si può battere.
    “Max ha ragione, nessuno è invulnerabile. Nemmeno Lewis, che ovviamente è un grandissimo campione”.
    Gli invidi qualcosa, titoli a parte?
    “Di sicuro è molto più esperto, sta in Formula Uno dal 2007, io solo dal 2018. E poi…”
    E poi?
    “Hamilton è più completo di me. Ad esempio, io debbo imparare a gestire meglio le gomme in gara. In questo Lewis è un fenomeno”.
    È per questo che quando non guidi giri per i box prendendo appunti su un piccolo quaderno? Non ti fidi dei computer?
    “Mi fido della tecnologia ma mettere per iscritto ciò che ho notato stando al volante mi aiuta nel dialogo con gli ingegneri. Grazie al quaderno arrivo più preparato alle riunioni tecniche”.
    È vero che sei diventato vegano?
    “No, ci ho provato per un paio di settimane poi ho smesso, tra l’altro non di rado cucino io e faccio un po’ di casino. Comunque ho ridotto drasticamente il consumo di carne rossa, questo sì”.
    Ultima cosa, così facciamo contenta mia madre: hai già pensato a cosa ti regalerei dopo aver vinto il mondiale?
    “Non ancora, ma penso possa bastare il trofeo che la Fia assegna al nuovo campione a fine stagione…”