Completo le risposte ai vostri interrogativi, scusandomi in anticipo con chi avessi dimenticato. Eh, siete così tanti!

@machetelodicoafare. Salutami tanto i pargoli. Sul motore Ferrari targato 2021, confermo la mia sensazione. Un recupero ci sarà, ma di non irresistibili proporzioni.
@matteoB. Beh, le tue domande sono un po’ troppe! Risssumo. La Rossa 2020 era concettualmente sbagliata, motore a parte. Resta non resta mai perché non si piglia con Bin8 e lo sanno tutti. Al resto dei quesiti ho già risposto altrove.
@proudfromMaranello. Gino Rosato fu portato in Ferrari da Jean Todt. Ha attraversato fasi storiche diverse, è anche andato a lavorare altrove, poi è tornato. Dal Pinguino francese a Binotto, ha sempre svolto mansioni delicate, con molta abilità. Non so che potere abbia, so che lo preferisco a tanti opportunisti. In breve. Gino è un Italo canadese ma capisce l’unicità Ferrari meglio di tanti italiani al 100%. Questo gli procura anche nemici non voluti ma non ha mai sbagliato una valutazione. Non è un tecnico e non pretende di esserlo, al contrario di altri. Quando se ne andrà, la Ferrari perderà un innamorato seguace.
@ruggero. Nel 2008 un bis iridato di Kimi avrebbe reso arduo il mantenimento di una sciagurata promessa fatta ad Alonso in cambio delle rivelazioni anti McLaren nel 2007. È una storia triste, l’ho già raccontata e non fa onore a nessuno dei protagonisti.
@red devil. Caro amico, meglio usare i vaccini per il Covid, altro che.
@giovanni berton. Io posso immaginare l’identità delle spie (erano due) sul motorone Ferrari 2019. Ma non ho le prove.
@tutti. Ringrazio il carissimo Jaker Obus, Grassellini, Leone, alfani, Diego, pellicano, gianini, wilde, Alex b, bobbo, carletto, Rosso come mamma, Max big Five, alfani, bigo81, zebaldo, luca, finalmente fuori e altri amici. Ad alcune domande avevo già risposto, altre nella mia ignoranza…digitale le ho perse, eccetera.
Mi scuso con chi ho dimenticato. In assoluto sono grato a chi ha dedicato un frammento di tempo a questo dialogo a distanza. Il web purtroppo è palcoscenico di tante cose infami, ma è anche da apprezzare quando consente un confronto civile tra persone perbene.
A presto.