Me lo ricordo ancora.ù

Era la fine del 1983.

Il giornale mi aveva mandato a un incontro stampa con il Vecchio.

Avevo già conosciuto Enzo Ferrari e ancora e sempre mi diventavano di ricotta le gambe quando lo incontravo.

Mai più capitato nella mia vita professionale con altri, eh.

E insomma un collega molto più anziano alza la mano e fa: scusi Commendatore, ma dopo la sconfitta nel mondiale vinto da Nelson Piquet lei come…

Il Drake neanche gli lasciò concludere la domanda.

Guardi che lei si sbaglia, replicò stizzito. La Ferrari ha vinto il titolo più importante, che è quello riservato ai costruttori. Io sono grato a Tambay e Arnoux, aggiunse Enzo, perchè hanno dimostrato che la nostra azienda è la migliore al mondo quando si tratta di produrre auto da Gran Premio.

Confesso che all’epoca pensai alla favola della volpe e dell’uva. Nondum matura est, o qualcosa del genere. Non arrivo a cogliere il grappolo più importante, dunque mi consolo dicendo che quanto ho ottenuto comunque è più importante.

E’ passata una vita e quasi ci risiamo.

La favola della volpe e dell’uva.

Ora, io non sono ingenuo.

So perfettamente che alla stragrande maggioranza degli appassionati del titolo Costruttori importa sega.

Per dire, chi rammenta che nel 1994 Schumi fu iridato piloti ma tra i team si impose la Williams?

Io certamente, perchè sono un caso clinico.

Ma il popolo?

Ciò premesso, c’ero anche nel 1999 a Suzuka. Irvine era stato schiantato da Hakkinen all’ultima tappa. In compenso, sedici anni dopo quel 1983 della risposta di Ferrari, la Rossa si era aggiudicata il mondiale riservato alle scuderie. Impiegando tre piloti: il citato Eddie, il mitico Schumi e Salo, il marito della ex pornostar (corsi e ricorsi, per chi conosce il presente di Maranello, ehm ehm).

E c’ero anche quella domenica bizzarra di Interlagos 2008, quando Hamilton beffò Massa oltre la linea del traguardo e però Stefano Domenicali da team principal, con Felipe e Kimi, vinse il suo unico mondiale.

Importa sega, va bene.

Ma è curioso che se ne riparli una generazione più in là e di nuovo ci sia il Santo Bevitore di mezzo.

Aggiungo che naturalmente ci credo poco, perchè il vantaggio Mercedes mi sa che è troppo ampio.

Ma chi groviera (intendi fori aperti e tappati, chi lo sa) ferisce magari di groviera perisce.

In ogni caso il Vecchio era nel giusto: lui lo diceva ad inizio stagione, che il mondiale costruttori era più importante di quello piloti.

Il bello è che ci credeva sul serio.