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La Ferrari e il budget capLeo Turrini - 13 maggio 2022
Ah, il budget cap! Noto che il tema appassiona e giustamente. Di seguito riporto quanto pensano in Ferrari sull’argomento. Attenzione: NON è la mia opinione in materia. Faccio la garbata precisazione perché non di rado mi si attribuiscono convinzioni che non mi appartengono. Cioè, c’è differenza tra cronaca e commento. Allora. A Maranello ritengono che […]

Ah, il budget cap!
Noto che il tema appassiona e giustamente.
Di seguito riporto quanto pensano in Ferrari sull’argomento.
Attenzione: NON è la mia opinione in materia. Faccio la garbata precisazione perché non di rado mi si attribuiscono convinzioni che non mi appartengono.
Cioè, c’è differenza tra cronaca e commento.
Allora.
A Maranello ritengono che il tetto alle spese sia uno strumento validissimo.
Aggiungono che non è affatto vero che i controlli siano difficili o impossibili.
Al contrario, fanno notare che la federazione internazionale è perfettamente in grado di verificare il rispetto della norma. Che si aspettano venga applicata senza incertezze.
Per questo Mattia Binotto da mesi, nei suoi interventi pubblici, batte sul tasto, a costo di passare per noioso.
Fin qui, la cronaca.
Dopo di che, varcando il confine del commento, io suppongo sia da accertare un paio di cose.
La volontà della Fia post Todt di essere trasparente e credibile. I complottisti in servizio permanente effettivo troveranno (anzi, hanno già trovato) pane per i loro denti. Su entrambe le barricate: vedi i sospetti altrui sulla Ferrari usata da Sainz per i test Pirelli di Imola o i sussurri sulla relazione tra il Cavallino e la Haas.
La seconda cosa riguarda John Elkann. Cioè la credibilità “politica” di una leadership da esercitare quando serve.
E qui, auguri.