Ancora sull’incontro tra la Formula Uno e la Storia.

Il record di Hamilton, il sorriso di Mick Schumacher, il primato di Kimi Raikkonen.

Tutti insieme appassionatamente.

Giuliano Duchessa, un cloggaro in gamba, mi ha onorato di una sua riflessione. Tirandomi amabilmente in ballo.

Pubblico e ringrazio.

DUCHESSA SCRIPSIT.

La storia ha un futuro.

Sono giornate come quelle di questo fine settimana che ci consegnano una storia su un bel vassoio. Domenica sulla pista del Nurburgring abbiamo avuto due record difficilmente prevedibili (del resto i record non lo sono mai).
Il primo alla partenza. Kimi Raikkonen, ultimo campione rosso diventa il più presente della storia della F1. L’altro all’arrivo,  con Hamilton che raggiunge per me malinconicamente quello delle vittorie di Schumi. L’ eroe di tutti i Ferraristi.
Raikkonen, Hamilton, Schumacher intrecciati nello stesso giorno, nella stessa a gara. Perché la storia non viaggia a caso.

Ma la storia, anche se la archiviamo, ha sempre un futuro.
Ci pensavo banalmente giusto sabato a Ferrara, in occasione della  presentazione (stupenda, bravo Tommy) del nuovo libro sulla famiglia Panini scritto dal Maestro.
Come ha ricordato Leo, per dirla alla De Gregori, la storia siamo noi, perché è di chi ne fa parte.
Vale per tutto, forse anche di più quando si ha la fortuna di vivere le proprie passioni. Racconti di vita vissuta, condivisi.

Chi non ha avuto almeno un album dei calciatori ha vissuto sulla luna. Io ero alla perenne ricerca del pezzo mancante.

Imprese come questa dei fratelli Panini o come quella di Enzo Ferrari in qualche modo persino legate, italianissime oltretutto, ci ricordano che più di essere celebrate varrebbe la pena ricordarle e raccontarcele di più. Mai svilirle.

Tutto si tiene, compresi gli aneddoti che il Nume ha regalato ai suoi commensali.  Dagli affascinanti episodi in cabina con “Pollo” Poltronieri, all’amico Ayrton, le “fughe” di Kimi (di cui si attendono notizie a breve per allungare la sua storia in Alfa), o la festa Ferrari dopo aver battuto proprio Lewis a Interlagos. Gli episodi fanno una storia, il futuro la ricorda sempre.

Grazie Maestro.