Il 2019 della Ferrari comincia ad Interlagos.
Anzi, è già iniziato.
Lo capisco da tante piccole cose.
Dalle parole più recenti di Vettel.
Dalle elucubrazioni che accompagnano l’imminente arrivo di Carletto Leclerc.
Dai sospetti che circolano sugli effetti che le modifiche regolamentari (ali, eccetera) potrebbero avere sul rendimento delle monoposto che verranno.
Dalle inquietudini sotto traccia sugli equilibri all’interno del reparto corse.
Per tutto questo, cioè per rendere limpido l’orizzonte, è importante finire bene la stagione delle emozioni, dei rimpianti, delle recriminazioni (e dei cerchi Forati forse tappati, anche).
Ho già detto che alla conquista del titolo costruttori credo pochissimo, quasi niente. Eppure provarci significa appunto anticipare il 2019.
E poi, Interlagos è il luogo della memoria.
Il mondiale piloti del 2007.
Il mondiale a squadre del 2008.
Ci sono bambini che stanno finendo le elementari e che non hanno mai visto vincere un ferrarista, una Ferrari.
Usque tandem?